Come e quando abbassare la febbre nei bambini?

Cosa fare se la temperatura non scende?

Scritto da Dott. R. Troiano - Pediatra il

La maggior parte dei genitori è ansiosa di conoscere i rimedi rapidi per abbassare la febbre nel bambino, non sapendo che in molti casi la temperatura corporea andrebbe semplicemente osservata e, per cosi dire, "lasciata allo sfogo": la febbre infatti, come ben sapete, è un importante meccanismo di difesa dell’organismo contro le infezioni ed aiuta il sistema immunitario a combattere virus e batteri.

Quali sono le prime cose da fare se il nostro bambino ha febbre?

  • Scoprire il bambino: ricordate che un bambino con febbre va coperto solo quando la temperatura sta salendo (cioè finchè ha le mani fredde e i brividi); una volta che la febbre  è alta si può facilitare la riduzione della temperatura lasciando il corpo scoperto!
  • Farlo bere abbondantemente: una buona idratazione è fondamentale per abbassare la febbre e per limitare possibili danni renali dovuti a farmaci antifebbrili.

Se il bambino mangia normalmente potete fargli bere semplicemente acqua.

Se il piccolo non sta mangiando oppure se ha anche vomito o diarrea associati alla febbre, conviene offrirgli soluzioni reidratanti di sali minerali (per intenderci quelle che conoscete con i nomi commerciali di Idravita, Dicodral o Prereid… ce ne sono tante in commercio e potete scegliere quella che il bambino più gradisce). Tali soluzioni reidratanti sono vendute come bustine da sciogliere oppure già in formato liquido in comodi brick: mettetele un pò in frigo prima di darle al bambino perché fresche sono più gradevoli!

Come usare la tachipirina in un bimbo con febbre?

Tachipirina®: è il principale farmaco utilizzato per abbassare la febbre. La tachipirina contiene una sostanza chiamata paracetamolo che funziona sia come antifebbrile che come antidolorifico. Ricordate inoltre che il paracetamolo è contenuto anche in molti altri prodotti presenti in commercio tra cui Efferalgan®, Acetamol® e tanti altri.

La tachipirina esiste per i bambini in diversi formati:  gocce, sciroppo, supposte. Le bustine e le compresse sono più adatte agli adulti.

Un metodo approssimativo ma pratico per calcolare il dosaggio della tachipirina nei bambini è il seguente:

  • Tachipirina gocce: la dose corrisponde a circa 3 gocce per ogni chilo di peso (ad esempio:  se pesa 6 Kg,  dovete dare 18 gocce) 
  • Tachipirina sciroppo: la dose in ml corrisponde a circa la metà del peso del bambino (ad es: se pesa 12 Kg,  dovete dare 6 ml)
  • Tachipirina supposte:  un dosaggio adeguato del farmaco viene ottenuto utilizzando la supposta da 125 sotto i 12 Kg ; da 250 sopra i 12 Kg;  da 500 sopra i 25 Kg; tra i 10-12 Kg se con la supposta di tachipirina supp. 125 mg non ottenete risultati, potreste discutere col vostro pediatra se utilizzare in sostituzione efferalgan supp. 200 mg che vi permette di dare un dosaggio che è una via di mezzo tra la tachipirina 125 e la 250.

Il paracetamolo va assunto con cautela e sotto consiglio medico, senza abusarne e facendo attenzione a distanziare le somministrazioni di almeno 4 ore e senza mai superare le 5 dosi al giorno. Va poi evitato un uso protratto: si è visto infatti che se il paracetamolo è dato in maniera continua per oltre una settimana può provocare danni epatici. 

Come usare il nurofen in un bimbo con febbre?

Nurofen®: farmaco che in molti avrete utilizzato in seconda battuta se la febbre non ha risposto alla tachipirina. Il nurofen contiene una sostanza chiamata  ibuprofene (contenuta anche in altri prodotti in commercio come: Brufen®, Momentkid® e vari altri). L’ibuprofene funziona non solo come antifebbrile e antidolorifico (similmente al paracetamolo) ma ha anche proprietà antinfiammatorie.

E’ commercializzato per bambini in formato sciroppo. Può essere somministrato dai 3 mesi in su a patto che il bambino pesi più di 6 Kg

Un sistema approssimativo ma pratico per calcolare la dose di nurofen nei bambini è il seguente:

  • Nurofen sciroppo: la dose minima corrisponde al peso diviso 3 (in ml); la dose massima corrisponde invece al peso diviso 2 (ad esempio: se pesa 15 Kg, la dose minima è 5 ml la doese massima è 7,5 ml)
  • Nurofenbaby supposte (Prima Infanzia - 60 mg): dai 3 mesi ai 2 anni, a patto che pesi più di 6 Kg
  • Nurofenjunior supposte (Bambini - 125 mg): dai 2 in poi, a patto che pesi più di 12,5 Kg; questo formato può essere utile fino ad un peso di circa 20 Kg (ovvero circa 6 anni di età)

L’ibuprofene va assunto con cautela e sotto consiglio medico. Le somministrazioni vanno distanziate di almeno 6 ore (meglio 8 ore!) senza superare le 3 dosi al giorno. E’ consigliabile assumerlo a stomaco pieno ed andrebbe evitato in caso di vomito, diarrea, disidratazione, dolore addominale, varicella, polmonite. Presenta maggiori effetti collaterali rispetto al paracetamolo tra cui ricordiamo: gastrite, emorragie gastrointestinali, insufficienza renale. Pertanto va usato come seconda scelta nei casi in cui la tachipirina non funziona.

Meglio dare gli antipiretici per bocca o per via rettale?

Sciroppo o supposte? Altro quesito spesso posto dai genitori! Sappiate che sia per il paracetamolo che per l'ibuprofene la via orale è sempre da preferire, in quanto presenta un assorbimento del farmaco più rapido e certo. La via rettale presenta invece assorbimento più variabile e imprevedibile ed andrebbe pertanto utilizzata solo in caso di vomito o altre condizioni che impediscano la via orale (tra cui un completo ed insormontabile rifiuto del bambino alla somministrazione orale, magari seguito da vomito del farmaco).

Dopo quanto tempo dalla tachipirina (o dal nurofen) bisogna rimisurare la febbre?

Sia la tachipirina che il nurofen raggiungono il massimo effetto circa 40-60 minuti dopo l'assunzione e la riduzione della febbre si ottiene generalmente in questi tempi. Pertanto converrebbe non misurare la temperatura ogni 5 minuti dopo la somministrazione, ma aspettare almeno 40-60 minuti prima di rimisurarla ed intanto scoprire il bambino favorendone la defervescenza.Talora la discesa della febbre può anche iniziare un’ora dopo.

Ricordate una cosa importante, che può aiutare a sminuire inutili ansie: quando usate farmaci antifebbrili l’obiettivo non è normalizzare la temperatura (cioè sotto i 37,2°) ma tenerla “a freno”, magari abbassandola anche solo di un pò. Sapete bene infatti che può essere pericoloso abbassare la febbre troppo rapidamente…per fare un esempio, se da 39,5° la temperatura scende anche solo a 38-38,5° e il bambino è meno a disagio potete ritenervi soddisfatti del risultato ottenuto.

Cos’altro fare se i farmaci antifebbrili non hanno funzionato?

E’ possibile in questi casi ricorrere alle spugnature con acqua tiepida.

Nel caso in cui la somministrazione di tachipirina (o nurofen) non abbia portato a grandi risultati, il bambino continua ad essere molto a disagio e bisogna attendere ancora qualche ora prima di poter effettuare un’altra somministrazione, con le "spugnature" possiamo dare sollievo al piccolo ed ottenere l’abbassamento di qualche “linea di febbre”.

In pratica bisogna  strofinare per circa mezzora la pelle del bambino con delle spugne bagnate in acqua tiepida (no acqua fredda! no alcol che fa male!). Bisogna strofinare soprattutto fronte, viso, collo, pieghe ascellari, inguinali, del gomito e del ginocchio. Questa pratica può essere effettuata nella vasca da bagno (riempiendola con acqua tiepida) o più comodamente sul letto stesso usando una bacinella, delle spugne (o anche degli strofinacci) poggiando il bambino su un grande telo (per non far bagnare le lenzuola ovviamente!).

E' possibile alternare Tachipirina e Nurofen?

E' poco raccomandabile adottare in maniera sistematica la pratica di associare Nurofen e Tachipirina, in quanto sono diverse le ipotesi di aumento dei potenziali effetti tossici di questi farmaci quando dati in associazione, in particolare a livello renale, nonostante siano ancora scarsi gli studi che dimostrino ciò. Per quest argomento abbiamo dedicato un articolo a parte che vi invitiamo a leggere (solo dopo aver finito l'articolo che state leggendo però!): Nurofen e Tachipirina: è possibile alternarli?

E’ sempre necessario abbassare ad ogni costo la febbre nei bambini?

In realtà la risposta è “non sempre”. Vi sono infatti molte condizioni nelle quali è possibile semplicemente osservare la febbre, senza rincorrere il termometro ed imbottire il bambino di farmaci antifebbrili.

In maniera schematica possiamo dire che è opportuno abbassare la febbre nei bambini nei seguenti casi:

  • Quando provoca disagio al bambino, qualunque sia la temperatura

Questo primo caso è quello che più o meno coincide con la famosa quanto approssimativa "regola del 38": dal momento che il senso di malessere del bambino generalmente inizia dai 38° in su, viene consigliato di somministrare i farmaci antipiretici proprio a partire da questa temperatura. Bisogna però dire che questa regola non sempre è così puntuale: vi sono infatti alcune malattie in cui un significativo malessere diventa evidente ancor prima di arrivare a 38° (rendendo già opportuna la somministrazione di antifebbrili); al contrario in altre condizioni, temperature di 39-40° non determinano il benchè minimo disagio (e quindi alcuna necessità di antifebbrili!). Lo so che tutto ciò può suonare strano, ma è così!

  • Quando supera i 40,5°
  • Quando il bambino ha storia di convulsioni febbrili o altre patologie croniche per le quali il pediatra vi ha consigliato di non far salire troppo la febbre

Morale della favola: a meno che non ci troviamo di fronte alle ultime due condizioni, non dobbiamo farci guidare tanto dal termometro nella decisione di dare farmaci antifebbrili quanto piuttosto dalle condizioni di benessere/malessere e dal comportamento del bambino. Se il piccolo ha febbre alta, non rientra in nessuna delle condizioni sopra elencate e non è per niente a disagio (ma al contrario mangia a sufficienza, riposa tranquillo, ha momenti in cui sorride e gioca)… probabilmente non ha bisogno di alcun farmaco antipiretico!

Ora una domanda per tutti i genitori affetti da "fever-phobia" (terrore della febbre): secondo voi fa più danni la febbre oppure le tonnellate di farmaci di cui spesso si vuole rimpizzare il bambino pur di farla scendere, talora senza neanche rispettare le pause tra le somministrazioni?

Come agire in caso di convulsioni febbrili?

Le convuslioni possono subentrare in un bimbo che abbia rapidi cambiamenti della temepratura (rapide ascese o rapide discese). Rappresentano il timore di tutti i genitori ma ci sono semplicissime cose pratiche da fare che possono ridurre al minimo i possibili danni. Leggi  anche Convulsioni febbrili nei bambini: come affrontarle e quando allarmarsi

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