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Come e quando abbassare la febbre nei bambini?

Cosa fare se la temperatura non scende? Tutto ciò che i genitori dovrebbero conoscere...

Scritto da Dott. Raffaele Troiano - Pediatra il

La maggior parte dei genitori è ansiosa di conoscere i rimedi rapidi per abbassare la febbre nel bambino, non sapendo che in molti casi la temperatura andrebbe semplicemente osservata e, per cosi dire, "lasciata allo sfogo".

Per febbre infatti si definisce un innalzamento della temperatura corporea “deciso” e "voluto" a livello centrale (per la precisione a livello dell'ipotalamo, una zona del nostro cervello). Tale aumento della temperatura è finalizzato ad aiutare il sistema immunitario nella lotta contro agenti infettivi ed è spesso ottenuto mettendo in opera meccanismi di produzione di calore, che tutti noi ben conosciamo:

- brividi: attraverso la contrazione ritmica della muscolatura si produce calore permettendo al nostro organismo di raggiungere il nuovo set-point di temperatura deciso a livello cerebrale

- mani e piedi freddi: attraverso la vasocostrizione periferica il “calore veicolato dal flusso sanguigno” viene accentrato nel tronco e nella testa affinchè la temperatura si innalzi. Di conseguenza le estremità, come mani e piedi, diverranno più fredde in fase di ascesa febbrile.

Qualora invece l'aumento della temperatura "non venga deciso” a livello del cervello ma dipenda piuttosto da circostanze ambientali sfavorevoli (forte e incontrollata esposizione a calore come ad es: bambino lasciato in macchina al sole...) allora non si parla di febbre, ma piuttosto di ipertermia... condizione abbastanza grave, specie se associata a perdita di coscienza!

Ma torniamo alla febbre e alle domande più importanti cui quest articolo darà risposta: quale termometro usare e dove misurare la febbre? quali sono le prime mosse da fare e quando intervenire con tachipirina? quando invece con nurofen? E soprattutto... febbre alta vuol dire sempre situazione grave? è davvero sempre necessario abbassarla ad ogni costo? E ancora... quando allarmarsi e far visitare immediatamente il piccolo? come gestire una convulsione febbrile?

Quale termometro usare e dove misurare la febbre?

Il termometro ad oggi riconosciuto più affidabile dalle linee guida della Società Italiana di Pediatria per l'uso domestico è il termometro elettronico digitale ed andrebbe utilizzato per via ascellare.  Esso è infatti il più veloce ed è sufficientemente preciso: è pur vero che, come lamentano molti di voi genitori, "se si prova a misurare per tre volte consecutive la temperatura darà tre risultati diversi e con pochi decimi di sfasatura"... ma di certo non saranno questi "pochi decimi" di errore a compromettere l'affidabilità di uno strumento rivelatosi comodo, rapido e superiore agli altri per l'uso domestico.

Si parlerà dunque di:

  • febbricola per temperature ascellari comprese tra 37,2 e 38°C
  • febbre per temperature superiori a 38°C

E per i più curiosi...

E' possibile usare altri tipi di termometro?

In alternativa ai termometri digitali è possibile acquistare in qualsiasi farmacia il cosiddetto termometro ecologico al galinstan, strumento funzionalmente simile al tradizionale termometro a mercurio, ma che non contiene mercurio! Il galinstan è una lega metallica non tossica come il mercurio. Lo svantaggio dei termometri al galinstan è che però sono più lenti rispetto a quelli elettronici e sono supportati nell'uso ancora da pochi studi.

Esistono poi i termometri ad infrarossi per uso cutaneo oppure per uso auricolare molto rapidi ma molto costosi. Essi sono assolutamente sconsigliati in mani poco esperte (specie quello auricolare... se ad esempio c'è del cerume nell'orecchio può dare risultati falsati). Essi dunque andrebbero usati solo da sanitari in quanto hanno il vantaggio di essere estremamente rapidi e quindi di poter permettere misurazioni veloci a grandi numeri di pazienti.

E' possibile usare sedi diverse dall'ascella per la misurazione (come bocca o culetto)?

La via orale è sconsigliata in quanto il bambino, se non collabora, potrebbe mordere e rompere il termometro ed inoltre può essere influenzata da vari fattori come l'assunzione di cibi caldi o freddi.

La via rettale è ad oggi considerata invasiva e non necessaria.

Qualora si usino tali vie alternative bisogna, come ben sapete, togliere "mezzo grado" se si vogliano mantenere gli stessi riferimenti di normalità sopra descritti, in quanto sia in bocca che in retto la temperatura è mediamente più alta di 0,5°C rispetto alla temperatura cutanea esterna.

Quali sono le prime cose da fare se il bambino ha febbre?

SCOPRIRE IL BAMBINO: ricordate che un bambino con febbre va coperto solo quando la temperatura sta salendo (cioè finchè ha mani fredde e i brividi); una volta che la febbre  è alta si può facilitare la riduzione della temperatura lasciandolo scoperto!

FARLO BERE ABBONDANTEMENTE: una buona idratazione è fondamentale per abbassare la febbre e per limitare possibili danni renali dovuti a farmaci antifebbrili.

Se il bambino mangia normalmente potete offrirgli semplicemente acqua.

Se il piccolo non sta mangiando oppure se ha vomito o diarrea associati alla febbre, conviene offrirgli soluzioni reidratanti di sali minerali (per intenderci quelle che conoscete con i nomi commerciali di Idravita, Dicodral o Prereid… ce ne sono tante in commercio e potete scegliere quella che il bambino più gradisce). Tali soluzioni reidratanti sono vendute come bustine da sciogliere oppure già in formato liquido in comodi brick: mettetele un pò in frigo prima di darle al bambino perché fresche sono più gradevoli!

Come usare la TACHIPIRINA in un bimbo con febbre?

TACHIPIRINA: è il principale farmaco utilizzato per abbassare la febbre. La tachipirina contiene una sostanza chiamata paracetamolo che funziona sia come antifebbrile che come antidolorifico. Ricordate inoltre che il paracetamolo è contenuto anche in molti altri prodotti presenti in commercio tra cui EfferalganAcetamol e vari altri.

La tachipirina esiste per i bambini in diversi formati:  gocce, sciroppo, supposte. Le bustine e le compresse sono più adatte agli adulti.

Un metodo pratico per calcolare il dosaggio della tachipirina nei bambini è il seguente:

Tachipirina gocce

La dose va da un minimo di 3 ad un massimo di 4 gocce per ogni Kg di peso

Ad es:  se pesa 6 Kg,  18 gocce è la dose minima e 24 gocce la dose massima

Tachipirina sciroppo

La dose in ml corrisponde a circa la metà del peso del bambino

Ad es: se pesa 12 Kg, bisogna dare 6 ml

Tachipirina supposte (o Efferalgan supposte)

Un dosaggio adeguato del farmaco viene ottenuto utilizzando:

  • sotto i 5 Kg: supposta 62,5 (Tachipirina)
  • tra 5-10 Kg: supposta 125 (Tachipirina)
  • tra 10-12 Kg: supposta 150  (Efferalgan)
  • tra 12-20 Kg: supposta 250 (Tachipirina)
  • tra 20-25 Kg: supposta 300 (Efferalgan)
  • sopra i 25 Kg: supposta 500 (Tachipirina)

Come è possibile notare in questo schemino, contenendo l'Efferalgan il medesimo principio attivo della Tachipirina (ovvero il paracetamolo!), esso rappresenta una buona "via di mezzo"  in alcune fasce di peso dove i formati di Tachipirina in commercio possono risultare insufficienti o al contrario eccessivi.

Precauzioni e tempi di somministrazione:

Il paracetamolo va assunto con cautela e sotto consiglio medico, senza abusarne, facendo attenzione a distanziare le somministrazioni di almeno 4 ore e senza mai superare le 5 dosi al giorno.

Va inoltre evitato un uso protratto: si è visto infatti che se il paracetamolo è dato in maniera continua per oltre una settimana può provocare danni epatici. 

Come usare il NUROFEN in un bimbo con febbre?

NUROFEN: farmaco che in molti avrete utilizzato in seconda battuta se la febbre non ha risposto alla tachipirina. Il nurofen contiene una sostanza chiamata  ibuprofene (contenuta anche in altri prodotti in commercio come: Brufen, Momentkid e vari altri). L’ibuprofene funziona non solo come antifebbrile e antidolorifico (similmente al paracetamolo) ma ha anche proprietà antinfiammatorie.

Può essere somministrato dai 3 mesi in su, a patto che il bambino pesi più di 6 Kg

Un pratico sistema per calcolare la dose di nurofen nei bambini è il seguente:

Nurofen 100 sciroppo (confezione ARANCIONE da 100 mg/5ml)

La dose minima corrisponde al peso diviso 3 (in ml); la dose massima corrisponde invece al peso diviso 2

Ad esempio: se pesa 15 Kg, la dose minima è 5 ml la doese massima è 7,5 ml

Nurofen 200 sciroppo (confezione ROSSA da 200 mg/5 ml)

La quantità di ibuprofene contenuta in ogni ml di sciroppo è doppia e quindi consente di dare la stessa quantità di farmaco dimezzando il volume di sciroppo somministrato!

Per il dosaggio basterà quindi seguire le stesse regolette esposte per la confezione ARANCIONE, ma ricordarsi di darne la metà!

Nurofenbaby supposte (Prima infanzia - 60 mg)

Dai 3 mesi ai 2 anni a patto che pesi più di 6 Kg

Nurofenjunior supposte (Bambini - 125 mg)

Dai 2 in poi a patto che pesi più di 12,5 Kg

questo formato è comodo fino ad un peso di circa 20 Kg (ovvero circa 6 anni di età)

Precauzioni e tempi di somministrazione:

L’ibuprofene va assunto con cautela e sotto consiglio medico e andrebbe usato come antifebbrile in seconda scelta qualora la tachipirina non sortisca i risultati sperati.ù

Le somministrazioni vanno distanziate di almeno 6 ore (meglio 8 ore!) senza superare le 3 dosi al giorno.

E’ consigliabile assumerlo a stomaco pieno ed andrebbe evitato in caso di vomito, diarrea, disidratazione, dolore addominale, varicella, polmonite.

Presenta maggiori effetti collaterali rispetto al paracetamolo tra cui ricordiamo: gastrite, emorragie gastrointestinali, insufficienza renale.

Meglio dare gli antipiretici per bocca o per via rettale?

Sciroppo o supposte? Altro quesito spesso posto dai genitori! Sappiate che sia per il paracetamolo che per l'ibuprofene la via orale è sempre da preferire, in quanto presenta un assorbimento del farmaco più rapido e certo. La via rettale presenta invece assorbimento più variabile e imprevedibile ed andrebbe pertanto utilizzata solo in caso di vomito o altre condizioni che impediscano la via orale (tra cui un completo ed insormontabile rifiuto del bambino alla somministrazione orale, magari seguito da vomito del farmaco).

Dopo quanto tempo dalla tachipirina (o dal nurofen) bisogna rimisurare la febbre?

Sia la tachipirina che il nurofen raggiungono il massimo effetto circa 40-60 minuti dopo l'assunzione e la riduzione della febbre si ottiene generalmente in questi tempi. Pertanto converrebbe non misurare la temperatura ogni 5 minuti dopo la somministrazione, ma aspettare almeno 40-60 minuti prima di rimisurarla ed intanto scoprire il bambino favorendone la defervescenza.Talora la discesa della febbre può anche iniziare un’ora dopo.

Ricordate una cosa importante, che può aiutare a sminuire inutili ansie: quando usate farmaci antifebbrili l’obiettivo non è normalizzare la temperatura (cioè sotto i 37,2°) ma tenerla “a freno”, magari abbassandola anche solo di un pò. Sapete bene infatti che può essere pericoloso abbassare la febbre troppo rapidamente…per fare un esempio, se da 39,5° la temperatura scende anche solo a 38-38,5° e il bambino è meno a disagio potete ritenervi soddisfatti del risultato ottenuto.

E' possibile alternare Tachipirina e Nurofen?

E' poco raccomandabile adottare in maniera sistematica la pratica di associare Nurofen e Tachipirina, in quanto sono diverse le ipotesi di aumento dei potenziali effetti tossici di questi farmaci quando dati in associazione, in particolare a livello renale, nonostante siano ancora scarsi gli studi che dimostrino ciò. Per quest argomento abbiamo dedicato un articolo a parte che vi invitiamo a leggere (solo dopo aver finito l'articolo che state leggendo però!): Nurofen e Tachipirina: è possibile alternarli?

Cos’altro fare se i farmaci antifebbrili non hanno funzionato?

E’ utile ricorrere a mezzi di raffreddamento fisico come le spugnature con acqua tiepida?

A differenza che in passato, le più attuali linee guida della SIP sconsigliano la messa in opera di qualsiasi rimedio volto ad abbassare la temperatura perfierica del corpo. Infatti essendo la febbre un innalzamento della temperatura voluto dal cervello, andando a raffreddare le zone periferiche (ascella, inguine, pieghe del collo) oltre a creare disagio al bambino lo costringeremo anche ad un maggiore dispendio energetico per risollevare la temperatura abbassata solo in periferia ma non a livello del set-point ipotalamico!

Quindi che fare se la febbre non scende?

In caso di iperpiressia per nulla responsiva ad antipiretici, converrà sicuramente far visitare il piccolo da un pediatra per accertarsi che non vi siano situazioni di pericolo associate. Quali pericoli? Per approfondire questo discorso e per imparare ad allarmarsi in maniera più lucida e meno emotiva, vi consigliamo di leggere anche il nostro articolo: "I pericoli della febbre nei bambini..."

Detto ciò, mi preme di aggiungere che una discesa anche parziale della temperatura (magari di mezzo grado ad esempio) già può rendere gli animi più sereni in assenza di altre condizioni di pericolo come descritte nell'altro articolo citato. Infatti non è sempre necessario che il bimbo sfebbri completamente per tranquillizzarsi! Anzi, talora un abbattimento troppo repentino e intenso della temperatura può creare maggior disagio al bambino.

E’ sempre necessario abbassare ad ogni costo la febbre nei bambini?

In realtà la risposta è “non sempre”. Vi sono infatti molte condizioni nelle quali è possibile semplicemente osservare la febbre, senza rincorrere il termometro ed imbottire il bambino di farmaci antifebbrili.

In maniera schematica possiamo dire che è opportuno abbassare la febbre nei bambini nei seguenti casi:

  • Quando provoca disagio al bambino, qualunque sia la temperatura

Questo primo caso è quello che più o meno coincide con la famosa quanto approssimativa "regola del 38": dal momento che il senso di malessere del bambino generalmente inizia dai 38° in su, viene consigliato di somministrare i farmaci antipiretici proprio a partire da questa temperatura. Bisogna però dire che questa regola non sempre è così puntuale: vi sono infatti alcune malattie in cui un significativo malessere diventa evidente ancor prima di arrivare a 38° (rendendo già opportuna la somministrazione di antifebbrili); al contrario in altre condizioni, temperature di 39-40° non determinano il benchè minimo disagio (e quindi alcuna necessità di antifebbrili!). Lo so che tutto ciò può suonare strano, ma è così!

  • Quando supera i 40,5°
  • Quando il bambino ha storia di convulsioni febbrili o altre patologie croniche per le quali il pediatra vi ha consigliato di non far salire troppo la febbre

Morale della favola: a meno che non ci troviamo di fronte alle ultime due condizioni, non dobbiamo farci guidare tanto dal termometro nella decisione di dare farmaci antifebbrili quanto piuttosto dalle condizioni di benessere/malessere e dal comportamento del bambino. Se il piccolo ha febbre alta, non rientra in nessuna delle condizioni sopra elencate e non è per niente a disagio (ma al contrario mangia a sufficienza, riposa tranquillo, ha momenti in cui sorride e gioca)… probabilmente non ha bisogno di alcun farmaco antipiretico!

Ora una domanda per tutti i genitori affetti da "fever-phobia" (terrore della febbre): secondo voi fa più danni la febbre oppure le tonnellate di farmaci di cui spesso si vuole rimpizzare il bambino pur di farla scendere, talora senza neanche rispettare le pause tra le somministrazioni?

Quando ricorrere ad antibiotici?

Perchè la maggior parte dei medici, dopo aver visitato il bimbo ed aver escluso la possibilità di infezioni batteriche gravi, preferisce attendere 3-4 giorni prima iniziare un antibiotico? Perchè vale la pena attendere piuttosto somministrare antibiotici inappropriati?

Le nostre riflessioni su queste domande le abbiamo discusse nell'articolo: "Perchè attendere 3 giorni prima di iniziare l'antibiotico in corso di febbre?"

Vi suggeriamo caldamente di leggerlo dopo aver terminato questo!

Come agire in caso di convulsioni febbrili?

Le convulsioni possono subentrare in un bimbo che abbia rapidi cambiamenti della temepratura (rapide ascese o rapide discese). Rappresentano il timore di tutti i genitori ma ci sono semplicissime cose pratiche da fare che possono ridurre al minimo i possibili danni. Leggi anche Convulsioni febbrili nei bambini: come affrontarle e quando allarmarsi

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