Nurofen e Tachipirina: è possibile alternarli?

Luci ed ombre di una pratica molto diffusa

Scritto da Dott. R. Troiano - Pediatra il

“Dottore sono passate solo due ore dalla tachipirina e la febbre è già risalita a 39°… posso dare il nurofen? è pericoloso?”

Questa domanda viene posta al pediatra almeno una decina di volte al giorno. Non stupitevi se pediatri diversi vi daranno risposte differenti poichè purtroppo ancora oggi non esiste chiarezza scientifica in merito. Pertanto, anche se alternare paracetamolo (meglio noto come: Tachipirina, Efferalgan…) e ibuprofene (meglio noto come: Nurofen, Momentkid, Sinifev,  Antalfebal…) può risultare rassicurante per genitori che alle tre del mattino sono accanto al proprio piccolo speranzosi di vedere finalmente la febbre scendere, non è possibile affermare che l’associazione dei due farmaci sia una pratica priva di rischi. Questo vale sia per l’uso combinato (cioè simultaneo) che alternato (che è quello più diffuso, almeno in Italia).

La risposta probabilmente più corretta alla domanda dei genitori è quindi questa: “Non si sa ancora se associare i due farmaci esponga il bambino a maggiori rischi di effetti collaterali perché sono stati condotti ancora pochi studi su questo argomento”. Una risposta purtroppo poco pratica soprattutto se data dal pediatra alle tre del mattino!

Per tali ragioni, pur nell’incertezza, molti pediatri si trovano a dover prendere una decisione terapeutica in base alla propria esperienza professionale.

Alternare paracetamolo e ibuprofene: alcuni pediatri sono d’accordo… come viene fatto?

Quando si chiede consiglio su come e quando dare il Nurofen (ibuprofene) dopo aver già somministrato la Tachipirina (paracetamolo), viene molto spesso proposto ai genitori di far passare almeno 2 ore tra le somministrazioni. In tal modo la tachipirina precedentemente assunta ha il tempo di essere smaltita almeno per metà (la sua emivita è infatti 2 ore!).

E’ comunque opportuno precisare alcuni punti importanti da tener ben presente quando il vostro pediatra vi suggerisce di alternare tachipirina e nurofen:

  1. L'intervallo di 2 ore tra le somministrazioni è il tempo minimo da rispettare  (preferendo quindi la somministrazione alternata piuttosto che combinata) ma se si aspettano 4 ore abbiamo, ovviamente, una maggiore sicurezza.
  2. Sarebbe opportuno usare il nurofen solo occasionalmente ed evitare di alternare in maniera continua e sistematica i due farmaci per tutta la durata dell’episodio febbrile. I rischi ipotetici della terapia infatti potrebbero in tal caso superare i rischi della febbre stessa.
  3. Quando si usano entrambi i farmaci il bambino deve essere molto ben idratato (deve bere!) per ridurre i rischi di danno renale.

Alternare questi due farmaci è purtroppo una pratica molto diffusa. Recenti studi(1) hanno poi dimostrato che l’uso sia combinato che alternato di paracetamolo ed ibuprofene provoca migliori risultati in termini di abbassamento della temperatura, placando dunque l’ansia dei genitori (la cosiddetta “fever-phobia”) che talora è il peggior nemico del pediatra! A volte anche peggio della malattia stessa! Nonostante ciò non vi sono ancora certezze sulla sicurezza di tale pratica in termini di effetti avversi. Ad oggi dunque alternare tachipirina e nurofen non è raccomandato per carenza di studi in merito e piuttosto si raccomanda di scegliere l’uno o l’altro farmaco ed usarlo in monoterapia per tutta la durata dell’episodio febbrile.

Alternare paracetamolo e ibuprofene: alcuni pediatri preferiscono di NO… perché?

Come già detto, nonostante l'assenza di chiara evidenza scientifica, l’alternanza di tachipirina e nurofen è una pratica abbastanza diffusa. Pertanto vanno sottolineati alcuni effetti collaterali che sono più frequenti se i 2 farmaci vengono utilizzati in maniera combinata o alternata (ragion per cui molti pediatri preferiscono non associarli).

I potenziali effetti avversi della terapia alternata, anche se rari e non ancora certi (ripetiamo che non sono stati ancora tutti dimostrati da studi scientifici ad hoc!), sono:

  • Sanguinamento gastrointestinale in particolare se il nurofen viene assunto a stomaco vuoto!
  • Aumentato rischio di sovradosaggio di uno dei due farmaci e tossicità da paracetamolo con danni epatici
  • Insufficienza renale acuta, meglio conosciuta da tutti voi col termine di “blocco renale” che conduce talora il paziente in dialisi temporanea e più raramente in dialisi permanente. In merito a ciò molto recentemente è stato condotto uno studio(2) che racconta un'effettiva elevazione del rischio di danno renale derivante dall’uso alternato di paracetamolo e ibuprofene piuttosto che dall’uso singolo di uno dei due farmaci.

La domanda sorge dunque a questo punto spontanea: vale davvero la pena rincorrere a tutti i costi “un abbassamento delle temperatura” , non sempre necessario e utile, esponendo il bambino a potenziali effetti tossici da sovraccarico di farmaci?

Vi invitiamo a discuterne col vostro pediatra.

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Dosaggio TACHIPRIRINA

Tachipirina: è il principale farmaco utilizzato per abbassare la febbre. La tachipirina contiene una sostanza chiamata paracetamolo che funziona sia come antifebbrile che come antidolorifico. Ricordate inoltre che il paracetamolo è contenuto anche in molti altri prodotti presenti in commercio tra cui EfferalganAcetamol e vari altri.

La tachipirina esiste per i bambini in diversi formati:  gocce, sciroppo, supposte. Le bustine e le compresse sono più adatte agli adulti.

Un metodo pratico per calcolare il dosaggio della tachipirina nei bambini è il seguente:

  • Tachipirina gocce: la dose va da un minimo di 3 ad un massimo di 4 gocce per ogni chilo di peso (ad esempio:  se pesa 6 Kg,  18 gocce è la dose minima e 24 gocce la dose massima) 
  • Tachipirina sciroppo: la dose in ml corrisponde a circa la metà del peso del bambino (ad es: se pesa 12 Kg,  dovete dare 6 ml)
  • Tachipirina supposte:  un dosaggio adeguato del farmaco viene ottenuto utilizzando la supposta da 125 sotto i 12 Kg ; da 250 sopra i 12 Kg;  da 500 sopra i 25 Kg; tra i 10-12 Kg se con la supposta di tachipirina supp. 125 mg non ottenete risultati, potreste discutere col vostro pediatra se utilizzare in sostituzione Efferalgan supp. 150 mg che di poco maggiore di 125 mg e di non eccedere con dosaggi di 250 mg (specia se si prevede che la somministrazione del prodotto verrà reiterata nel corso della giornata!).

Il paracetamolo va assunto con cautela e sotto consiglio medico, senza abusarne, facendo attenzione a distanziare le somministrazioni di almeno 4 ore e senza mai superare le 5 dosi al giorno. Va poi evitato un uso protratto: si è visto infatti che se il paracetamolo è dato in maniera continua per oltre una settimana può provocare danni epatici. 

Dosaggio NUROFEN

Nurofen: contiene una sostanza chiamata  ibuprofene (contenuta anche in altri prodotti in commercio come: BrufenMomentkid e vari altri). L’ibuprofene funziona non solo come antifebbrile e antidolorifico (similmente al paracetamolo) ma ha anche proprietà antinfiammatorie.

Può essere somministrato dai 3 mesi in su, a patto che il bambino pesi più di 6 Kg

Un pratico sistema per calcolare la dose di nurofen nei bambini è il seguente:

  • Nurofen 100 sciroppo (confezione ARANCIONE da 100 mg/5ml): la dose minima corrisponde al peso diviso 3 (in ml); la dose massima corrisponde invece al peso diviso 2 (ad esempio: se pesa 15 Kg, la dose minima è 5 ml la doese massima è 7,5 ml)
  • Nurofen 200 sciroppo (confezione ROSSA da 200 mg/5 ml): la quantità di ibuprofene contenuta in ogni ml di sciroppo è doppia e quindi consente di dare la stessa quantità di farmaco dimezzando il volume di sciroppo somministrato! Per il dosaggio basterà quindi seguire le stesse regolette esposte qualche rigo più su per quanto riguarda la confezione ARANCIONE, ma ricordarsi di darne la metà!
  • Nurofenbaby supposte (Prima infanzia - 60 mg): dai 3 mesi ai 2 anni, a patto che pesi più di 6 Kg
  • Nurofenjunior supposte (Bambini - 125 mg): dai 2 in poi, a patto che pesi più di 12,5 Kg; questo formato può essere utile fino ad un peso di circa 20 Kg (ovvero circa 6 anni di età)

L’ibuprofene va assunto con cautela e sotto consiglio medico. Le somministrazioni vanno distanziate di almeno 6 ore (meglio 8 ore!) senza superare le 3 dosi al giorno. E’ consigliabile assumerlo a stomaco pieno ed andrebbe evitato in caso di vomito, diarrea, disidratazione, dolore addominale, varicella, polmonite. Presenta maggiori effetti collaterali rispetto al paracetamolo tra cui ricordiamo: gastrite, emorragie gastrointestinali, insufficienza renale. Pertanto va usato come seconda scelta nei casi in cui la tachipirina non funziona.

Fonti

Bibliografia:

1) Cochrane Database Syst Rev. 2013, Combined and alternating paracetamol and ibuprofen therapy for febrile children. Wong TStang ASGanshorn HHartling LMaconochie IKThomsen AMJohnson DW.

2) Eur J Clin Pharmacol. 2014, Association between an excess risk of acute kidney injury and concomitant use of ibuprofen and acetaminophen in children, retrospective analysis of a spontaneous reporting system. Yue ZJiang PSun HWu J.

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