Voci, pensieri e ragionamenti dal movimento antivaccinista

Spazio dedicato ai commenti di chi è dubbioso sulla pratica vaccinale pediatrica!

Scritto da Dott. Raffaele Troiano - Pediatra il

In questo articolo ho scelto di raggruppare tutti i commenti seri, legittimi e ragionati in contrapposizone alla mia lettera dedicata ai medici antivaccinisti scritti da utenti antivaxx (o semplicemente in dubbio sui vaccini!)

Ringrazio quindi tutti coloro che hanno contestato la mia lettera pro-vaccini sulla base di affermazioni ragionate e quindi anche solo per questo del tutto rispettabili, che siano state esse espresse o meno da medici o da persone non del settore. Il ragionamento è uno dei più grandi doni che ci ha dato la natura e ritengo che rispondere a tono a chi ragiona (e ragiona anche bene!) in contrapposizone al mio modo di vedere sarà oltre che un piacere soprattutto un momento di crescita.

Non ringrazio invece e non risponderò a tutti i sempliciotti che hanno preferito:

1) Bollare la mia lettera con parolacce, schernimenti o altre frasi poco rispettose del duro lavoro che ho fatto nel tentativo di garantire il meglio possibile alle generazioni in cui vivranno i miei figli. Tali persone rendono “onore” non solo a se stesse ma anche ai movimenti antivaxx che con tanta difficoltà e povertà di argomentazioni tentano di difendere.

2) Stilare lunghi elenchi di danni veri e reali, ma soprattutto di danni non reali e mai dimostrati, derivanti dal vaccino oppure linkare siti di nicchia dove non si fa informazione ma puro e tendenzioso “terrorismo psicologico”. Questi stessi utenti antivaxx si rivolgono a me nei loro commenti come se non fossi stato io stesso il primo ad ammettere l’ovvietà che ogni vaccino cosi come ogni farmaco, ogni alimento, ogni prodotto naturale o non naturale che esista su questo pianeta possa causare un danno serio ad un organismo vivente… ma probabilmente questa fascia di utenti non è riuscito a superare il forte pregiudizio che impediva loro di leggere per intero la mia lettera… perché è evidente che hanno perso i passaggi in cui affermavo che i danni da vaccino esistono eccome!

3) Rifugiarsi per l’ennesima volta nelle stesse teorie complottiste che con gran fatica ho provato a smantellare alla fine della mia lettera. Tali teorie complottiste non porteranno chi le possiede mai  da nessuna parte se non a dover scegliere di far completamente a meno di tutta la Medicina per intero (e la Scienza in generale!) e ad essere costituzionalmente incompatibili con qualunque forma di sano e costruttivo confronto basato su dati e ragionamenti col prossimo.

Ci chiede Matteo

Nel 1989 crolla il regime sovietico. La copertura vaccinale non viene somministrata per 5 anni. La copertura vaccinale subisce una contrazione intorno a 5% perché non sparisce quella dei già vaccinati. Il PIL si dimezza e le condizioni igienico sanitarie peggiorano drasticamente. Perché 4-5 punti di copertura vaccinale contano più di 50 di PIL e conseguente drastica riduzione delle condizioni igienico/sanitarie?


 

Risposta del Dott. Troiano:

Salve Matteo e grazie per la sua legittima osservazione.

Premesso che non credo sia corretto dal punto di vista logico-matematico comparare punti di PIL con punti di copertura vaccinale (sono grandezze diverse tra loro! è un po’ come chiedersi se valgono di più 9 metri oppure 8 chilogrammi… non ha senso metterli a confronto!) e premesso che la copertura vaccinale e l’immunità di gregge non seguono un rapporto lineare ma iperbolico (quindi al minimo variare dell’uno varia di molto l’altro!), condivido però in pieno che il benessere igienico-economico (che si manifesta come igiene personale, igiene degli ambienti, igiene delle acque ed igiene degli alimenti)  sia stato probabilmente il principale artefice della riduzione di diverse malattie infettive del passato soprattutto per quelle a trasmissione oro-fecale (ad es: colera, epatite A, tifo…) e quelle legate al contatto con animali come topi, zecche etc (febbri emorragiche virali, rickettiosi da zecche etc). Per le malattie a trasmissione aerea, trasmissione da contatto diretto e per quelle sessualmente trasmissibili invece le condizioni igieniche contano di meno. Diciamo che sono solo il sovraffollamento degli ambienti e la promiscuità le principali condizioni “poco igieniche” che favoriscono queste ultime due tipologie di infezioni. Si è chiesto come mai nonostante le brillanti condizioni igieniche della nostra epoca malattie come influenza, gastroenterite virale, pediculosi, HIV restino una costante? Semplice: un bambino ben pulito che beve acqua potabile, vive in una casa pulita, e mangia alimenti igienicamente impeccabili… può comunque trasmettere influenza, gastroenterite, pediculosi. Cosi come una escort “igienicamente perfetta” può trasmettere la sifilide, l’epatite B o C oppure l’HIV. E ce ne sono centinaia di altre malattie che, nonostante vengano ridimensionate nella loro diffusione dalla presenza di buone condizioni igieniche della popolazione per il venir meno di condizioni di povertà e sovraffollamento, continuerebbero comunque  a circolare in modo significativo se non fosse per i vaccini. Tra queste di certo tutte quelle a trasmissione aerea e contagio interumano come: difterite, morbillo, varicella, mononucleosi, rosolia, parotite, pertosse, meningite (nei suoi vari tipi) etc.

Detto questo, la consapevolezza dunque che l’igiene resti un elemento fondamentale per confinare le malattie infettive (soprattutto per alcune di esse!) non mi porta assolutamente a sottovalutare il contributo decisivo che può avere un programma di vaccinazione di massa nel provocare l’ ESTINZIONE  di un germe dal pianeta Terra specie se attuato con vaccini efficaci e su popolazioni recettive e complianti (ovviamente by-passando ove vi siano chiare controindicazioni!). Come mai infatti, mi chiedo, al crollo del PIL e presunto crollo delle condizioni igieniche dell’Ex-URSS di quei tempi non è tornato in auge anche il VAIOLO? La risposta è questa: grazie al miglioramento delle condizioni igieniche e sovraffollamento il virus del vaiolo era sicuramente diventato una specie in via di estinzione già prima del vaccino (un po’ come il panda del WWF per intenderci!); infatti i medici antivaxx amano mostrare grafici ove si vede che il vaiolo già era diminuito prima del vaccino. E questo è vero. Ma è solo grazie all’intensificazione del programma vaccinale messa in opera dal 1967 che il virus del vaiolo ha semsso di essere un virus “in via di estinzione” ed ha fatto la stessa fine che i dinosauri fecero dopo la caduta del meteorite sulla Terra!  Anche il germe della difterite (così come il virus del vaiolo) presenta come unico serbatoio l’uomo (nessun altro animale!) e per tale ragione anch’esso è suscettibile di eradicazione dal globo! Dunque anche la difterite come il vaiolo merita un programma vaccini che miri all’estinzione del germe stesso. Per la difterite però il tutto è reso più complesso dal fatto che il vaccino non conferisce immunità permanente e necessità di richiami ogni dieci anni (che solo in pochi fanno!) e quindi in popolazioni dove la maggior parte degli adulti non si sottopongono al richiamo l’immunità va parzialmente scemando… ed ecco che al crollo del PIL in Russia il germe trova terreno fertile per un'epidemia!

Ma lei a questo punto starà pensando: “Ecco avevo ragione allora! il fatto che non siano stati vaccinati i bambini dal 1989 in poi non è stato determinante perché la maggior parte della popolazione adulta era comunque non protetta per la scarsa immunità permanente conferita dal vaccino!”. L’ha pensata questa cosa? Perfetto. Non sottovalutiamo però l’importanza di vaccinare i “nuovi uomini” nati in quegli anni… ovvero i bambini! Un bambino protetto in termini di immunità di gregge vale molto più di un adulto protetto! Perché si chiede? Perché i bambini più di tutti vivono in comunità ed intrattengono rapporti stretti tra loro! Non sottovalutiamo mai la vita di comunità! Che si tratti di comunità scolastiche, militari o altro… la vita di comunità è purtroppo un fattore che rende la strada molto facile alle epidemie. Ecco perché non vaccinare bambini è ancor meno tollerabile di non effettuare i richiami in adulti! Se anche la copertura vaccinale cala del solo 5% ma si tratta prevalentemente di bambini, la cosa va a pesare molto di più che se si trattasse di un 5% di adulti. Nel caso specifico della Russia il tutto viene aggravato dal fatto che vi era anche una cospicua fetta di popolazione adulta che conduceva vita di comunità: parlo dei militari! Soprattutto quelli di ritorno da alcuni paesi dell’Asia centrale nel loro “vivere comunitario” hanno costituito alla pari dei bambini non vaccinati terreno fertile per la nascita dell’epidemia.

Quindi per riuscire a provocare l’estinzione del germe della difterite c’è bisogno di collaborazione da parte di tutti: scienziati da un lato che spero riescano col tempo ad elaborare vaccini più efficaci di quello attuale (visto che l’immunità dell’attuale vaccino per difterite tende purtroppo a decrescere nell’età adulta) e dall’altro popolazioni che si fidino della Scienza (piuttosto che delle pseudoscienze basate sulla teoria del complotto) e collaborino con essa per impedire al germe della difterite di circolare.

Pertanto già sulla base di questo mi sento di poter affermare che per quanto le buone condizioni igieniche di una popolazione riducano il tasso di incidenza di diverse malattie infettive ciò non lede minimamente il valore aggiunto dei vaccini in ciò! Igiene e vaccini sono due armi formidabili contro le malattie infettive! Perché usarne solo una?

Poi voglio anche aggiungere dell’altro: si è chiesto come mai al crollo dei programmi vaccinali e presunto crollo delle condizioni igieniche nell’Ex-URSS degli anni ‘90 (dico “presunto” perché è verosimile che esso sia avvenuto ma non riesco a trovare dati certi su questa cosa… se lei sa dove cercare forse potrebbe aiutarmi!) si sia sviluppata proprio un’epidemia di un germe sottoposto a regime vaccinale piuttosto che altri tipi di epidemie che trovano grande terreno fertile quando le condizioni igieniche vengono meno? Parlo di infezioni ad unico serbatoio umano e trasmissione oro-fecale come il colera (che pullula quando l’igiene scarseggia!) oppure di infezioni zoontiche legate al contatto uomo-animale come febbri emorragiche virali oppure malattie legate a zecche (che anche trovano vita facile in condizioni igieniche scarse). Perché proprio la difterite si è innescata e non le mille altre epidemie gravi da scarsa igiene che potevano innescarsi? A me onestamente il dubbio nonostante l’indiscusso crollo del PIL le condizioni igieniche non abbiano subito un crollo a livelli di paesi in via di sviluppo e medievali è venuto… ma se trova dati storici certi relativi a quel periodo sarò felice di rifletterci su! Grazie comunque per avermi dato l’opportunità di maturare altre riflessioni sul delicato tema dei vaccini… alla prossima conversazione!

Dott. Raffaele Troiano

 

Ci chiede Marco

Scrive Marco impegnandosi in una più che ammirevole ricerca su dati del WHO (World Healt Organization):

Esaminando qualunque grafico che vada abbastanza indietro nel tempo si noterà molto facilmente che è difficile dire che il calo non ci sia stato già prima dell'introduzione di un determinato vaccino. Anche se posso convenire sull'ulteriore riduzione della circolazione degli agenti patogeni grazie alla vaccinazione, prendere l'esempio dell'epidemia di difterite in Russia relativa agli anni '90, senza spiegare alcuni dettagli è scorretto, poichè, come riportato in documenti ufficiali della WHO, si nota che in più occasioni viene sottolineata la durata non permanente dell'immunità conseguita tramite vaccinazione, in assenza di richiami o di boosters naturali (impossibili tra l'altro in assenza di circolazione dell'agente patogeno):

9789241597869_eng.pdf . A pagina 9 :" However, these populations remain vulnerable to outbreaks of diphtheria among adolescents and adults, whose vaccine- or naturally-induced protection wanes without periodic contact with toxigenic strains or booster immunization. ", qui si parla dell'efficacia ndel vaccino pg 11: "Although vaccine is very effective in preventing diphtheria-related death, 
its overall effectiveness against symptomatic disease is only estimated at 70%–90%. 
Diphtheria outbreaks were recently reported among highly-vaccinated populations in 
closed communities (Krumina et al., 2005; Ohuabunwo et al., 2005)" .

Sulla necessità di richiami pg 14 : "People living in low endemic and non-endemic areas may require additional boosters at about 10-year intervals to maintain life-long protection". Ancora sulla durata : "Serum antitoxin concentration showed a steep decline immediately after vaccination, followed by gradual fall-off. Studies show that diphtheria antitoxin levels in schoolchildren were steadily declining from the 1940s to 1985, although the number of doses of diphtheria vaccine administered has remained the same" . E volendo potrei anche continuare.

A mio parere, su questi dati, si possono fare alcune considerazioni: la durata dell'immunizzazione abbraccia alcuni anni, ma in assenza di richiami o boosters naturali, già in età adolescenziale un individuo potrebbe essere tornato suscettibile.

Per quanto riguarda l'Italia caro Dottore, quali sono i dati relativi allo svolgimento dei richiami? Perchè si suppone che, con una copertura vaccinale vicina al 95%, di boosters naturali ve ne siano ben pochi. E allora, se prendiamo per buone le affermazioni di un documento ufficiale della WHO, e ammettiamo di non avere dati attendibili sullo svolgimento dei richiami(perchè nessuno me ne ha mai forniti, e quando c'è stato qualche accenno si parlava di cifre intorno al 50%), dobbiamo assumere che buona parte della popolazione sia suscettibile alla Difterite. Allora come la mettiamo con la tanto decantata immunità di gregge?(per accennare anche ad una sua affermazione successiva).

 

Risposta del Dott. Troiano:

Salve Marco,

apprezzo molto il suo impegno nel documentarsi su dati della WHO e non sulle centinaia di siti di “pseudoscienze” o di “terrorismo vaccinale”. Ho preferito scomporre il suo lungo intervento in 2 segmenti in modo da rendere il tutto di più facile lettura a tutti. Il secondo pezzo è alla fine. In merito a questa sua prima affermazione come ho già spiegato nella risposta a Matteo sopra riportata e che le invito a leggere (perché contiene diverse risposte anche alla sua osservazione) lo so bene che molte malattie hanno subito un significativo ridimensionamento dal miglioramento delle condizioni igieniche. Inoltre, che il vaccino della difterite purtroppo non conferisca (al pari dell’antitetanica!) un’immunità duratura e che necessiti di richiami ogni dieci anni cui quasi nessuno si sottopone è un altro dato che conosco bene. Ed infatti in Italia adesso come nella Ex-URSS dell’epoca non vi è alcuna immunità di gregge nella popolazione adulta proprio perché la maggior parte degli adulti hanno perso l’immunità col tempo. In ogni caso non dimentichiamo che (a differenza di quanto lei erroneamente sostiene) anche in una popolazione vaccinata i ceppi difterici wild-type che fungono da "boosters naturali"circolano eccome! Essi albergano in maniera asintomatica (o conferendo solo lievi faringiti) nelle vie respiratorie di persone vaccinate che riescono a tenere a bada l'esotossina mediante i titoli anticorpali e circolano nell'Italia di oggi come nell’ex-URSS dell’epoca. Fortunatamente però la popolazione adulta, a differenza di quella pediatrica, vive meno frequentemente situazioni di stretto contatto, vita comunitaria e/o sovraffollamento e, a meno che non ci siano circostanze comunitarie particolari che aumentino i tassi di circolazione anche tra gli adulti (vita militare, flussi di immigrati... etc) i ceppi del Corynebacterium Diphtheria finiscono col circolare poco e la probabilità che si verifichino le condizioni per l’innesco di un’epidemia sono remote (ma casi sporadici sono possibili!).

Il discorso della popolazione pediatrica è invece completamente diverso: essa è infatti “costituzionalmente sovraffollata” (vita comunitaria scolastica, attività di gioco di gruppo a stretto contatto… insomma la vita da bambini che tutti conosciamo!). Se dunque per motivazioni quali crollo di Ex-URSS oppure attuali movimenti antivaxx andiamo a dminare l’immunità di gregge che c’è nella popolazione pediatrica (nei bambini esiste eccome a differenza degli adulti! perché il titolo anticorpale non ha ancora avuto il tempo di diminure!) la velocità con cui inizia a circolare il germe della difterite si moltiplica in modo esponenziale! Ad elevati tassi di circolazione del germe (che solo una popolazione pediatrica può provocare) ovviamente le probabilità che da casi sporadici si passi ad un’epidemia di difterite che coinvolga bambini ma soprattutto adulti diviene più che realistica!  E questo è esattamente ciò che è avvenuto in Russia! L’interruzione dei programmi vaccinali dei bambini hanno rappresentato la scintilla per far infuocare l’epidemia in una situazione già precaria. L’atto di non aver vaccinato i “nuovi nati” dal 1989 in poi ha avuto un peso molto grave!

Quindi ricapitolando ecco la ricetta per l’epidemia di difterite. Prendiamo una gran pentolone chiamato Ex-URSS (dove è già stata “cucinata” un’epidemia) oppure Italia moderna (dove la si potrebbe “cucinare” da un momento all’altro) e mettiamoci dentro:

  • una popolazione adulta con scarsa immunità di gregge alla difterite per i limiti da lei giustamente osservati legati alla ridotta durata dell’immunità permanente del vaccino e dove quindi il germe può potenzialmente diffondersi;
  • come secondo ingrediente mettiamoci il semplice sovraffollamento della popolazione adulta che va ad aumentare i tassi di circolazione del germe (come avvenne in Ex-URSS con le comunità militari e come attualmente sta avvenendo in Italia con i flussi di immigrati) e già solo questi due ingredienti possono essere sufficienti per l’innescarsi di un’epidemia in una popolazione adulta che non rispetti i richiami vaccinali (ma bisogna mescolare ed amalgamare con più forza il pentolone per fare !)
  • aggiungiamo come terzo ingrediente “bomba” l’instaurarsi di una scarsa immunità di gregge anche nella popolazione pediatrica (che prima del crollo del’Ex-URSS all’epoca o dei movimenti antivaxx oggi, era invece completamente immunizzata!). Vedrà che l’aggiunta di questo terzo fondamentale ingrediente ridurrà di gran lunga i “tempi di cottura” della nostra epidemia di difterite…

Sono certo che lei sia abbastanza intelligente da non sminuire il mio discorso solo perché ho scelto di usare una metafora culinaria. Faccio questo semplicemente per cercare rendere il discorso comprensibile a tutti, indipendentemente dal grado di istruzione.

Il suo commento al mio articolo continua poi cosi:

Proseguo poi con una considerazione relativa all'efficacia del Vaccino e all'epidemia a cui lei si riferisce:Da Elsevier_Vaccine_immunology.pdf , a pg 28, troviamo un'affermazione , a mio parere illuminante: " It is generally considered that protection by toxoid-based vaccines requires the presence of antitoxin antibodies at time of toxin exposure. This is supported by the observation that despite the occurrence of many adult cases of diphtheria during a large outbreak in the former Soviet Union, a single vaccine dose raised strong antibody responses to this relatively poor immunogen. This confirmed that most patients had been immunized in childhood and had lost vaccine antibodies over time, but had persistent immune memory. This immune memory was however not sufficient to protect against diphtheria, a disease characterized by a short incubation period (1–5 days)". Quindi la grande maggioranza dei bambini era stata vaccinata!! E la sua affermazione sul drastico calo delle vaccinazioni andrebbe rivista. Inoltre risulta anche chiaro che, la memoria immunitaria, nel caso della Difterire, potrebbe non essere sufficiente per impedire l'insorgere della sintomatologia. Altro particolare che lei dovrebbe tenere presente quando ragiona sull'argomento caro Dottore. Per ragioni di tempo per ora mi fermo, ma appena possibile proseguo nell'analisi della sua lettera

 

Su questo punto mi duole molto essere costretto a farle notare che non ha assolutamente compreso ciò che ha letto. Sarà probabilmente il forte pregiudizio antivaccinista che affligge molti di voi ad impedirvi di comprendere ciò che leggete e vedere tutt’altro nei testi e nei dati ufficiali che andate a citare. Per tale ragione mi sono permesso di aiutarla a comprendere ciò che realmente il testo "illuminante" da lei citato vuole esprimere. Nella frase c’è scritto semplicemente che: “Si considera in genere che affinchè i vaccini basati su tossoidi (come appunto la difterite e il tetano!) inducano protezione è richiesta la presenza di anticorpi contro la tossina del germe al momento dell’esposizione ad esso. Tale considerazione è supportata dall’osservazione che nonostante la ricorrenza di molti casi adulti di difterite durante la grande epidemia dell’Ex-Unione Sovietica una singola dose di vaccino (somministrata a chi non l’aveva ancora contratta in corso di epidemia!!! mi sembra ovvio!!!) ha incrementato fortemente i livelli anticorpali a questo scarso immunogeno. Ciò conferma che la maggior parte dei pazienti che erano già stati immunizzati durante l’infanzia e che nel tempo avevano perso il titolo anticorpale avevano comunque conservato memoria immunologica” (che appunto aveva permesso loro di avere un più rapido incremento anticorpale al richiamo di vaccino effettuato in corso di epidemia!) “Tale memoria immunologica non era comunque sufficiente a proteggere contro la difterite (parliamo degli adulti che già l’avevano contratta!) a causa del breve periodo di incubazione di questa (1-5 giorni)” (perchè ricordiamo che l’incremento del titolo anticorpale anche dopo un richiamo può richiedere finanche una settimana con alcuni vaccini!).

Mi spiega come ha fatto ad estrapolare da questa frase (che vuole esprimere tutt’altro concetto!) l’affermazione che negli anni successivi al crollo dell’Ex-URSS “la maggior parte dei bambini era stata vaccinata!”  ??? Le confermo quindi ancora una volta che al crollo dell'Ex-URSS crollarono anche tutti i programmi vaccinali d'infanzia!

Il forte pregiudizio antivaxx spesso e volentieri purtroppo offusca la vista! Sono certo che in assenza di tale pregiudizio avrebbe letto e compreso correttamente ciò che ha citato.

La ringrazio comunque per la partecipazione al dibattito

Dott. Raffaele Troiano

Ribatte Marco

Dice Marco:

Rispondo qui al Dottore che gentilmente ha preso in considerazione il mio commento. Vorrei dire al Dottore che apprezzo moltissimo varie affermazioni lette nella sua analisi, e che ovviamente ho ancora diversi dubbi che mi piacerebbe chiarire se possibile: a) "Ed infatti in Italia adesso come nella Ex-URSS dell’epoca non vi è alcuna immunità di gregge nella popolazione adulta proprio perché la maggior parte degli adulti hanno perso l’immunità col tempo. In ogni caso non dimentichiamo che (a differenza di quanto lei erroneamente sostiene) anche in una popolazione vaccinata i ceppi difterici wild-type che fungono da "boosters naturali"circolano eccome! Essi albergano in maniera asintomatica (o conferendo solo lievi faringiti) nelle vie respiratorie di persone vaccinate che riescono a tenere a bada l'esotossina mediante i titoli anticorpali e circolano nell'Italia di oggi come nell’ex-URSS dell’epoca" Cito tutto questo passaggio perchè ritengo che la sua affermazione sull'assenza dell'immunità di gregge nella popolazione adulta sia di estremo interesse. Tenga presente che alcuni suoi colleghi con cui ho il piacere di conversare spesso, non concordano, e siamo ancora in fase di spiegazioni sull'approccio teorico all'immunità di gregge, il quale mi è stato spiegato, nella sua "ossatura", tramite il seguente articolo: http://cid.oxfordjournals.org/content/52/7/911.full.pdf+html . Mi si dice inoltre che i fattori correttivi applicabili alla formulka comprendono anche il decadimento nell'unità di tempo dell'immunizzazione specifica. Capisce bene che spiegare un sistema reale in tal modo, risulta ad un osservatore che voglia mantenere un atteggiamento obiettivo, piuttosto complicato da digerire. Ma mi perdoni la digressione non totalmente attinente. Mi premeva invece osservare che, dalla sua osservazione sulla presenza dei boosters naturali, grazie alla circolazione dei ceppi difterici wild-type, nonostante i programmi di vaccinazione di massa, si evince che l'affermazione che spesso viene proposta in maniera ossessiva, e che lei conosce senza dubbio molto bene, relativa al fatto che la presunta Herd Immunity, possa proteggere anche i soggetti che, per ragioni mediche, non possono essere sottoposti a vaccinazione, frana miseramente.

Un adulto non suscettibile ma colonizzabile dall'agente patogeno, potrebbe potenzialmente e secondo logica essere veicolo di contagio. Quindi , anche vaccinando oltre la soglia considerata necessaria per l'introduzione dell'effetto di immunità di gregge(e dalla trattazione teorica si evince che comunque un agente patogeno potrebbe non essere eradicato ancorchè utilizzi come unico serbatoio l'uomo), tale azione non impedirebbe l'infezione dei soggetti suscettibili citati. Ovviamente mi correggga se interpreto male il ragionamento.

Risposta del dott. Troiano:

Apprezzo la sua analisi ma dire "frana miseramente" è un azzardo. Comunque il germe circola di meno, causa meno sintomi, meno tosse, meno goccioline di Flugge emesse ed e quindi anche meno trasmissibile. E tutto ciò, se concomita a codizioni igieniche di "non sovraffollamento", riduce drasticamente la probabilità che un soggetto non sottoponibile a vaccino abbia la sfortuna di incontrare il germe. Detto ciò sono d'accordo con lei che non si può escludere in assenza di solida immunità di gregge che tali soggetti non immunizzati contraggano il germe. Ma la medicina intera è un discorso di rischi maggiori e rischi minori. Il fatto poi che la maggior parte dei bambini (il cui stretto e "giocoso" contatto quotidiano, ripeto, vale molto più di mezzora trascora in una metro affollata durante l'ora di punta al contrario di quanto da lei temuto più avanti nel suo commento) siano immunizzati abbatte tantissimo la circolazione del germe anche se la maggior parte degli adulti ha perso l'immunità. Detto questo io piuttosto che esortare a non vaccinare i bimbi esorteri gli adulti ad effettuare i periodici richiami. Cosi tutto questo discorso crollla, si raggiunge l'immunità di gregge ed i rischi esistenti, che vedo con piacere condividiamo, si ridurrebbero.

Si sono d'accordo poi che anche un agente ad unico serbatoio umano potrebbe non essere eradicato. Specie se i movimenti antivaccinisti continueranno la loro attività. Sono anche d'accordo che una terapia antibiotica potrebbe non funzionare in alcuni soggetti. Ma non mi sentirei di non provare comunque ad utilizzarla.

Dice Marco:

b)"Fortunatamente però la popolazione adulta, a differenza di quella pediatrica, vive meno frequentemente situazioni di stretto contatto, vita comunitaria e/o sovraffollamento e, a meno che non ci siano circostanze comunitarie particolari che aumentino i tassi di circolazione anche tra gli adulti ". Su questa affermazione vorrei eccepire che, anche constatando minori probabilità dell'instaurarsi di condizioni di maggiore contatto, se parliamo di agente patogeno con canale di diffusione aereo, l'affollamento di mezzi pubblici negli orari di punta, o di ambienti ricreativi come una discoteca, a mio parere, ricreano molto efficacemenmte e per periodi di tempo significativi, le condizioni descritte. Possiamo parlare di probabilità inferiori, ma non mi pare di poter affermare che vi siano ordini di grandezza differenti nella valutazione di tali probabilità.

Sottolinenado nuovamente l'affermazione relativa alla circolazione dell'agente patogeno, in maniera indipendente dal programma di vaccinazione, l'impatto relativo al maggior peso acquisito dalla popolazione pediatrica nella diffusione di eventuali epidemie mi risulta solo in parte condivisibile. Per quanto riguarda il crollo delle vaccinazioni pediatriche nell'ex URSS, prendo atto della sua spiegazione, ma deve ammettere che la frase estrapolata dall'articolo induce qualche dubbio sulla sua interpretazione: "This confirmed that most patients had been immunized in childhood and had lost vaccine antibodies over time, but had persistent immune memory", lei traduce con: "Ciò conferma che la maggior parte dei pazienti che erano già stati immunizzati durante l’infanzia e che nel tempo avevano perso il titolo anticorpale avevano comunque conservato memoria immunologica” , Tale frase lei afferma che, ovviamente, si riferisce a coloro che ancora non avevano contratto l'infezione in corso di epidemia, e siamo d'accordo, ma tale componente della popolazione si suppone fosse la grande maggioranza(non ho sotto mano i dati sull'incidenza dell'epidemia, ma credo non abbia interessato che una percentuale non cosi elevata della popolazione totale, me lo conferma?). Quindi, mi corregga se sbaglio, ma a logica la grande maggioranza dei pazienti adulti presa in considerazione doveva essere stata vaccinata in età pediatrica, altirmenti non avrebbero avuto questa reazione al richiamo, come spiegato nell'articolo. Ciò dovrebbe comportare un "crollo" della copertura vaccinale di ordine più limitato rispetto a quanto si potrebbe credere leggendo la sua affermazione( mi deve scusare se non ho approfondito con dei dati la questione, ma al momento sto solo analizzando la logica da applicare alla traduzione in questione).

Risposta del dott. Troiano:

Si la correggo. Assolutamente. Questo ultimo concetto è una sua estrapolazione. L'articolo dice semplicemente che soggetti vaccinati durante l'infanzia avevano conservato memoria immunologica. Ciò non vuol dire che se fossero stati vaccinati per la prima volta in età adulta non si sarebbe comunque innescata la memoria immunologica come lei ha voluto dedurre. E' chiaro che lei ha uno spiccato senso del ragionamento e lo apprezzo. Ma la prego non sforziamoci a tutti i costi, per motivi ideologici, di vedere ciò che vogliamo nella letteratura scientifica. Perchè non tutti sono in grado di leggerla ed interpretarla la letteratura. E quindi se ne diamo e diffondiamo una lettura sbagliata, cercando di trarre ciò che ci serve e modificando con un atto interpretativo forzato ciò che in realtà c'è scritto creiamo il caos puro nelle menti delle persone.

Dice Marco:

Alla luce di un'altra affermazione che lei propone nella risposta ad un altro utente: "la copertura vaccinale e l’immunità di gregge non seguono un rapporto lineare ma iperbolico (quindi al minimo variare dell’uno varia di molto l’altro!)", mi piacerebbe poter avere un chiarimento su tale aspetto se possibile.

Risposta del dott. Troiano:

La Figura 2 dell'articolo da lei linkato mostra chiaramente una curva iperbolica che lega le 2 variabili. Ecco il chiarimento. Mi scusi ma il suo accanimento sulla faccenda e continuo distorcimento dei concetti espressi negli articoli da lei postati mi fa nascere spontanea una domanda che forse non gradirà troppo: lei legge tutto degli articoli che linka oppure solo ciò che pensa possa essere facile da distorcere a sostegno della sua tesi? Perchè chiede a me chiarimento sul rapporto iperbolico che lega copertura vaccinale ed herd immunity se è chiaramente mostrato nell'articolo che lei stesso ha postato per contestare la mia posizione?

Nota finale

In questo articolo continuerò con poiacere a raccogliere le mie risposte a tutti coloro che sono contrari alle vaccinazioni ed hanno commentato uno dei miei articoli e che sono MERITEVOLI DI RISPOSTA in quanto si sono posti in modo civile e contestando le mie posizioni sulla base di dati e/o ragionamenti

Non risponderò a chiunque continui ad insistere su teorie complottiste. Per i complottisti simpaticamente rappresentati dalla signora bionda della figura sottostante suggerisco di rileggere il penultimo paragrafo della mia lettera dedicata ai medici antivaccinisti, di riflettere bene e solo dopo commentare.

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