Influenza 2020: andamento bifasico della febbre e durata 5-6 giorni

Influenza 2020: andamento bifasico della febbre e durata 5-6 giorni

Analogamente a quanto avveniva qualche anno fa (vedi Influenza 2017-2018) anche nella stagione influenzale 2020 stiamo assistendo ad un andamento della febbre in due fasi.

L’andamento clinico segnalatomi da diversi colleghi del gruppo Faro Pediatrico è all’incirca il seguente:

  • 3-4 giorni con picchi febbrili talora elevati fin oltre 39°C
  • buona ripresa delle condizioni generali tra un picco e l’altro
  • completa scomparsa della febbre per circa 24-36 ore
  • ripresa di picchi elevati (o talora anche febbricola inferiore a 38°C) per altri 1-2 giorni

In tutto 5-6 giorni di influenza in pratica. Talora 7.

Un po’ “di sconto” rispetto a quanto osservavamo su questo sito nella stagione influenzale 2017-2018 ove registravamo una durata finanche di 9-10 giorni.

Dissuadere le famiglie dall’uso di antibiotico è quasi un’impresa per noi pediatri in queste settimane. Soprattutto quando arriva la fatidica e allarmata telefonata: “Dottore ieri è stato tutto il giorno bene ma oggi un’altra volta febbre! Ma è normale???”.

Vi assicuro che è davvero molto difficile gestire le famiglie in questi giorni.

In molti pensano: “Che sarà mai un po’ di antibiotico, nel dubbio meglio stare tranquilli!”

“Antibioticoresistenza? Ma che mi frega, io devo pensare a farlo stare bene adesso”

Questo un po’ quanto frulla nella testa di molti in simili circostanze.

Ebbene che gli antibiotici non siano capaci di ammazzare il virus dell’influenza (così come ogni altro virus) ormai lo sanno anche i sassi. Antibiotico è sinonimo di “antibatterico” e NON di antivirale. Su questo sito l’avrò ripetuto un migliaio di volte e credo che se continuo ancora a ripeterlo i nostri lettori più accaniti ci abbandoneranno per noia.

Idem per i sintomi dell’influenza. Se li ripeto ancora una volta, mi scappate tutti dall’articolo: febbre, tosse, mal di gola, cefalea e dolori muscolari.

Ci siete ancora? Meno male!

Allora, per comprendere quanto gli antibiotici siano inutili contro i virus vi basti pensare alla brutta storia del Coronavirus Cinese che proprio in questi giorni preoccupa un po’ tutti.

Sapete da cosa nasce tale apprensione? Nasce dal fatto che contro i virus abbiamo ben poche armi. Specie contro i virus a diffusione respiratoria. Le uniche armi realmente efficaci contro i virus sono i vaccini, laddove esistenti e laddove applicati prima che il virus si diffonda.

Ma tornando all’influenza dei nostri figli, molti genitori stanno sperimentando in questi giorni la persistenza delle febbre nonostante l’antibiotico: chi l’ha iniziato subito per ansia o perchè s’illude di ridurre la durata della malattia dovendo tornare quanto prima a lavoro e non potendosi permettere di avere il figlio a casa ammalato, si trova oggi nell’imbarazzante e angosciante situazione di una malattia febbrile che prosegue indisturbata nonostante l’antibiotico.

A riprova di quanto poc’anzi descritto.

“Ma non serve proprio mai mai mai l’antibiotico in corso di influenza dottore?”

In realtà talora serve. In caso di complicazioni da sovrainfezione batterica l’antibiotico può aiutare eccome. In corso di influenza capita infatti che l’organismo s’indebolisce, le difese si abbassano, ed eventuali batteri lì di passaggio, che in altri tempi non sarebbero stati in grado di montare un’infezione, questa volta riescano ad attecchire.

E di lì a giù, le principali complicazioni dei bambini: bronchite, otite, polmonite, sinusite. E spesso necessità di antibiotico.

Nella speranza che però un abuso preventivo dello stesso antibiotico, non abbia indotto precedenti resistenze nei germi riducendo così l’efficacia antibatterica, ora che tale antibiotico poteva tornare realmente utile.

“Ma come faccio da mamma a capire se mio figlio ha bisogno o meno di questo benedetto antibiotico?”

Visita presso il vostro pediatra. Questa è la risposta. Di certo la presenza dei segnali rassicuranti della febbre come buon appetito e buona ripresa del gioco e del sorriso tra un picco febbrile e l’altro ci aiuta a mantenere la calma.

Così come la presenza dei segnali di pericolo della febbre ci aiuta a capire quand’è che tale ricorso al pediatra deve essere il più possibile tempestivo.

La verità è che dunque solo un occhio esperto può filtrare tutta la vostra ansia aiutandovi nella giusta scelta terapeutica quando un bambino ha la febbre.

Nella speranza di aver chiarito qualche dubbio, vi saluto…

Dott. Raffaele Troiano – Pediatra

Febbre alta dopo appena 2 ore dall’ultima dose di antifebbrile? Ascolta la telefonata  del dottor Troiano con una mamma e iscriviti al canale Youtube ilPediatraSpiega! Clicca sotto sul video!

 

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Salve dott. Io ho.una bimba di 16 mesi. Ha avuta febbre alta per 2 gg ho dato nurofen perché troppo lamentosa. Un giorno senza e stamattina nuovamente 38. Io non voglio dare l antibiotico. Cosa posso fare?

    1. Salve signora, la scelta di dare oppure di non dare l’antibiotico è sempre opportuno passi per il suo pediatra dopo visita medica. Anch’io come lei mi sento vincente quando riesco a gestire una situazione senza ricorrere ad antibiotici. Ma prima di proseguire in questa scelta visito il bambino. Soprattutto quando la febbre va avanti da più giorni.

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