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Febbre in bambini e neonati: come e quando abbassarla?

Febbre in bambini e neonati: come e quando abbassarla?

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Molti genitori sono spesso ansiosi di conoscere rapidi rimedi per abbassare la febbre nel proprio bambino, non sapendo che in molti casi la temperatura andrebbe semplicemente osservata e, per cosi dire, “lasciata allo sfogo”.

La febbre è infatti un innalzamento della temperatura corporea che l’organismo mette in atto per aiutare il sistema immunitario nella lotta contro virus e batteri (che crescono meno a temperature più alte). L’innalzamento della temperatura corporea viene deciso a livello dell’ipotalamo (una zona del nostro cervello) ed è spesso ottenuto mettendo in opera meccanismi di produzione di calore che tutti noi ben conosciamo:

  • brividi: la contrazione ritmica della muscolatura produce calore permettendo al nostro organismo di raggiungere il nuovo set-point di temperatura deciso dal cervello
  • estremità fredde:  la vasocostrizione periferica veicola il calore del flusso sanguigno a livello di tronco e testa che diventano più caldi (ecco perchè in fase di rialzo febbrile mani e piedi sono freddi!)

Ebbene in questo articolo capiremo insieme quando e come intervenire col paracetamolo (es: Tachipirina, Acetamol…)? quando invece con ibuprofene (es: Nurofen, Momentkid…)? febbre alta è indice di gravità della situazione? è davvero necessario abbassarla ad ogni costo? quando allarmarsi?

Definizioni: febbricola, febbre ed iperpiressia

Il termometro ad oggi riconosciuto più affidabile dalle linee guida della Società Italiana di Pediatria per l’uso domestico è il termometro elettronico digitale che andrebbe utilizzato per via ascellare.  Esso è il più veloce ed è sufficientemente preciso.

Leggi anche – Come misurare le febbre nei bambini?

Si parlerà di:

  • Febbricola per temperature ascellari comprese tra 37,2 e 38°C
  • Febbre per temperature superiori a 38°C
  • Iperpiressia per temperature superiori a 40,5°C

L’unico caso che ha necessità di intervenire in modo deciso con antipiretici per abbassare la temperatura è l’iperpiressia. E’ dimostrato infatti che per temperature inferiori a 40,5°C la febbre non arreca alcun danno all’organismo. Al di sopra di tale temperatura, ed in particolare sopra i 42°C l’aumentata temperatura può cominciare a rappresentare un problema per la fisiologica omeostasi del paziente ed urge abbassarla. Ma tutti voi sapete bene che tali forme di iperpiressia sono poco frequenti.

Cosa fare per abbassare la febbre?

In primis scoprire il bambino: ricordate che un bambino con febbre va coperto solo quando la temperatura sta salendo (cioè finchè ha brividi ed estremità fredde); una volta che la febbre è alta e le manine sono calde, si può facilitare la riduzione della temperatura semplicemente lasciandolo scoperto!

In secondo luogo offrire liquidi in abbondanza: una buona idratazione è fondamentale agevolare la riduzione della febbre

  • Se mangia normalmente offrire semplicemente acqua
  • Se non mangia, se vomita o ha diarrea conviene offrire soluzioni reidratanti (es: Idravita, Dicodral o Prereid… scegliere quella più gradita al bambino!)

In ultimo considerare la somministrazione di antipiretici: i farmaci ad uso antifebbrile indicati in pediatria sono sostanzialmente due:

  • Paracetamolo (es: Tachipirina, Efferalgan, Acetamol…): dalla nascita in poi
  • Ibuprofene (es: Nurofen, Momentkid, Antalfebal…): dai 3 mesi in poi a patto che pesi oltre 6 Kg

Quando dare antipiretici?

In maniera schematica possiamo dire che è opportuno abbassare la febbre nei bambini nei seguenti casi:

  • se disagio (regoletta del 38: spesso ma non sempre, infatti,il disagio subentra dopo i 38°C!)
  • se iperpiressia
  • se storia di convulsioni febbrili o altre patologie croniche per le quali il pediatra abbia consigliato di non far salire troppo la febbre

A meno che non ci troviamo di fronte alle ultime due condizioni, non dobbiamo quindi farci guidare tanto dal termometro quanto dal comportamento del bambino e dal suo grado di tolleranza delle febbre. Vi sono infatti patologie in cui un significativo malessere diventa evidente ancor prima di arrivare a 38°C (es: morbillo) mentre in altre condizioni, temperature di 39-40° non determinano il gran disagio (es: sesta malattia).

Lo so che tutto ciò può suonare strano, ma è cosi! Se il piccolo ha febbre alta non è per nulla a disagio ma al contrario mangia a sufficienza, riposa tranquillo, ha momenti in cui sorride e gioca… probabilmente non ha bisogno di alcun antipiretico!

Ora una domanda per tutti i genitori affetti da “fever-phobia”: secondo voi fa più danni la febbre oppure le tonnellate di farmaci di cui spesso si vuole rimpizzare il bambino pur di farla scendere, talora senza neanche rispettare le pause tra le somministrazioni?

Come usare il paracetamolo per la febbre?

Il paracetamolo è un farmaco ad effetto antifebbrile ed antidolorifico. Al contrario di quanto molti credono, non ha invece alcuna funzione antinfiammatoria.

Il dosaggio del paracetamolo è:

  • 10 mg/kg sotto i 6 Kg di peso per bocca
  • 15 mg/kg sopra i 6 Kg di peso per bocca
  • 15-20 mg/kg per via rettale (supposte)
  • la dose massima nei bambini è 500 mg

Il paracetamolo può essere ri-somministrato ogni 6 ore per un massimo di 4 volte al giorno. NB: i nuovi dosaggi approvati dall’AIFA, pubblicati in G.U. di Giugno 2017 e schematizzati sulle rispettive confezioni e bugiardini non prevedono, a differenza che in passato, la ripetizione della dose ogni 4 ore.

Tra gli effetti collaterali ricordiamo: ipertransaminasemia, epatite da farmaci

Nel caso della Tachipirina, ad esempio, abbiamo per i bambini la possibilità di scelta tra gocce, sciroppo e supposte

  • Tachipirina gocce 100 mg/ml (1 goccia = 4 mg)
    • Utili fino a 11 Kg di peso
    • 2,5 gocce pro Kg (sotto i 6 kg)
    • 3,5 gocce pro Kg (sopra i 6 Kg)
  • Tachipirina sciroppo 120mg/5ml
    • Utile  fino a 33 Kg di peso
    • 6 ml ogni 10 Kg di peso
  • Tachipirina o Efferalgan supposte: minimo 15 mg/kg – massimo 20 mg/kg. Un dosaggio adeguato viene pertanto ottenuto mediante:
    • sotto i 6 Kg: supposta 62,5 (Tachipirina)
    • tra 6-11 Kg: supposta 125 (Tachipirina)
    • tra 11-12 Kg: supposta 150  (Efferalgan)
    • tra 12-20 Kg: supposta 250 (Tachipirina)
    • tra 20-25 Kg: supposta 300 (Efferalgan)
    • sopra i 25 Kg: supposta 500 (Tachipirina)

Va evitato un uso protratto: si è visto infatti che se il paracetamolo è dato in maniera continua per oltre una settimana può provocare danni epatici.

Come usare l’ibuprofene?

L’ibuprofene è un farmaco non solo antifebbrile e antidolorifico (come il paracetamolo) ma ha anche proprietà antinfiammatorie. Può essere somministrato dai 3 mesi in su, a patto che il bambino pesi più di 6 Kg.

Il dosaggio dell’ibuprofene è 10 mg/kg per bocca e può essere somministrato ogni 6-8 ore per un massimo di 3 volte al giorno.

Tra gli effetti collaterali ricordiamo: gastrite, emorragie gastrointestinali, insufficienza renale.

E’ consigliabile che l’ibuprofene venga assunto a stomaco pieno ed evitato in caso di vomito, diarrea, disidratazione, dolore addominale, varicella, polmonite.

Nel caso del Nurofen, ad esempio, abbiamo per i bambini la possibilità di scelta tra sciroppo e supposte.

  • Nurofen sciroppo 100 mg/5ml o Momentkid sciroppo 100mg/5ml
    • dose minima è pari al peso diviso 3 (in ml)
    • dose massima è pari al peso diviso 2 (in ml)
    • Es: se pesa 15 Kg, dose minima 5 ml e dose massima 7,5 ml
  • Nurofen sciroppo 200 mg/5ml 
    • Presenta concentrazione di ibuprofene doppia ed è utile nei bambini più grandi
    • Per calcolare le dosi basterà dimezzare gli ml calcolati per il nurofen 100
  • Nurofenbaby supposte 60 (Prima infanzia)
    • dai 3 mesi ai 2 anni a patto che pesi più di 6 Kg
  • Nurofenjunior supposte 125 (Bambini)
    • dai 2 in poi a patto che pesi più di 12,5 Kg
    • questo formato è comodo fino a un peso di circa 20 Kg (circa 6 anni di età)

Antipiretici: meglio bocca o supposte?

Sciroppo o supposte? Altro quesito spesso posto dai genitori. Sappiate che sia per il paracetamolo che per l’ibuprofene la via orale è sempre da preferire, in quanto presenta un assorbimento del farmaco più rapido e certo.

La via rettale presenta invece assorbimento più variabile e imprevedibile ed andrebbe utilizzata solo in caso di vomito o altre condizioni che impediscano la via orale (es: rifiuto del bambino).

Dopo quanto tempo rimisurare la febbre?

Sia paracetamolo che iboprofene raggiungono il massimo effetto dopo circa 30-60 minuti dall’assunzione. La riduzione della febbre si ottiene generalmente in questi tempi. Converrebbe pertanto attendere almeno 40-60 minuti prima di rimisurarla.Talora la discesa della febbre può anche iniziare un’ora dopo.

Ricordate una cosa importante, che può aiutare a sminuire inutili ansie: quando usate farmaci antifebbrili l’obiettivo non è normalizzare la temperatura (cioè sotto i 37,2°) ma tenerla “a freno”, magari abbassandola anche solo di un po’.

Sapete bene infatti che può essere pericoloso abbassare la febbre troppo rapidamente…per fare un esempio, se da 39,5° la temperatura scende anche solo a 38-38,5° e il bambino è meno a disagio potete ritenervi soddisfatti del risultato ottenuto.

E’ possibile alternare Tachipirina e Nurofen?

E’ poco raccomandabile adottare in maniera sistematica la pratica di associare Nurofen e Tachipirina, in quanto sono diverse le ipotesi di aumento dei potenziali effetti tossici di questi farmaci quando dati in associazione, in particolare a livello renale, nonostante siano ancora scarsi gli studi che dimostrino ciò. Per quest argomento abbiamo dedicato un articolo a parte che vi invitiamo a leggere (solo dopo aver finito l’articolo che state leggendo però!): Nurofen e Tachipirina: è possibile alternarli?

Spugnature fresche: pratica inutile?

E’ utile ricorrere a mezzi di raffreddamento fisico come le spugnature con acqua tiepida? A differenza che in passato, le più attuali linee guida della SIP sconsigliano la messa in opera di qualsiasi rimedio volto ad abbassare la temperatura periferica del corpo.

Essendo infatti la febbre un innalzamento della temperatura voluto dal cervello, andando a raffreddare le zone periferiche (ascella, inguine, pieghe del collo) oltre a creare disagio al bambino lo costringeremmo anche ad un maggior dispendio energetico al fine di risollevare una temperatura che a livello ipotalamico ha ancora il set-point su valori elevati!

Cosa fare se la febbre non scende?

In caso di iperpiressia per nulla responsiva ad antipiretici converrà far visitare il piccolo da un pediatra per accertarsi che non vi siano situazioni di pericolo associate. Quali pericoli? Per approfondire questo discorso e per imparare ad allarmarsi in maniera più lucida e meno emotiva, vi consigliamo di leggere anche il nostro articolo: I pericoli della febbre nei bambini

Detto ciò, mi preme di aggiungere che una discesa seppur parziale della temperatura (anche mezzo grado!) può già rendere gli animi più sereni in assenza di altre condizioni di pericolo.

Non è sempre necessario che il bimbo sfebbri totalmente per tranquillizzarsi! Talora un abbattimento troppo rapido della temperatura può creare maggior disagio al bambino!

Quando usare antibiotici?

Perchè la maggior parte dei medici, dopo aver visitato il bimbo ed aver escluso la possibilità di infezioni batteriche gravi, preferisce attendere 3-4 giorni prima iniziare un antibiotico? Perchè vale la pena attendere piuttosto somministrare antibiotici inappropriati?

Le nostre riflessioni su queste domande le abbiamo discusse nell’articolo: Perchè attendere 3 giorni prima di iniziare l’antibiotico?

Come agire in caso di convulsioni?

Le convulsioni possono subentrare in un bimbo che abbia rapidi cambiamenti della temepratura (rapide ascese o rapide discese). Rappresentano il timore di tutti i genitori ma ci sono semplicissime cose pratiche da fare che possono ridurre al minimo i possibili danni. Leggi anche Convulsioni febbrili nei bambini: come affrontarle e quando allarmarsi

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