Cibi industriali e rischio di malattia: vediamoci chiaro

Cibi industriali e rischio di malattia: vediamoci chiaro

Qual è l’alimentazione giusta per i nostri figli?

I cibi già pronti all’uso sono sicuri dal punto di vista nutrizionale?

In una società che ci spinge ad ad essere sempre impegnati e recettivi, è naturale affidarsi ai cibi “già pronti per l’uso”. Ma se per noi adulti è facile fare uso di questo tipo di alimenti, possiamo considerarli nutrizionalmente sicuri anche per i nostri piccoli? Quali sono gli alimenti da evitare per il corretto sviluppo dei nostri bambini?

Recenti studi hanno dimostrato che le cattive abitudini alimentari, come l’aumento del consumo di prodotti altamente trasformati, hanno effetti deleteri sullo stato di salute e rappresentano una seria sfida per la sanità pubblica. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti i prodotti industriali non sono “cibo reale” ma formulazioni di sostanze alimentari modificate da processi chimici e successivamente assemblate in alimenti appetibili e pronti per il consumo.

Rientrano in questo gruppo prodotti alimentari lavorati industrialmente, come snack salati, prodotti a base di carne in scatola, piatti surgelati pronti, pane confezionato industrializzato, pasti precotti confezionati, cereali zuccherati, prodotti di pasticceria confezionati, biscotti, pasticcini, panini, torte, patatine, salse, succhi di frutta e bevande analcoliche zuccherate o dolcificate artificialmente, latte condensato, latte zuccherato e trasformato (condensato, con l’aggiunta di additivi..), insaccati.

I cibi industriali hanno alcune caratteristiche comuni, quali lunghi tempi di conservazione, elevato contenuto calorico, alto indice glicemico, scarso apporto nutrizionale, packaging attraente e divertente, appetibilità, scarsa saziabilità.

Sono state infatti riportate numerose associazioni tra il consumo abituale di questi cibi trasformati (>4 al giorno) e numerose patologie:

  • Diabete di tipo 2
  • Sovrappeso
  • Obesità
  • Aumento dei trigliceridi
  • Malattie coronariche
  • Malattie cerebrovascolari
  • Aumento complessivo della mortalità

Quale allora il cibo giusto per i nostri piccoli?

La risposta è semplice e ci viene naturale: evitare, o quantomeno limitare il più possibile, ciò che è subito pronto, disponibile all’uso, eccessivamente lavorato, zuccherato e salato.

Favorire, per quanto possibile, la preparazione delle materie prime “in casa”, scegliendo attivamente le materie prime da utilizzare (frutta, verdura, carne, pesce, farine..), riscoprite il piacere di preparare torte e i biscotti per la prima colazione (gli ingredienti sono pochi, noti, e sicuramente privi di additivi e conservanti)…  forse i risultati all’inizio non saranno paragonabili a quelli delle nostre nonne, ma la salute (di tutta la famiglia) ci guadagnerà, e ii nostri bambini si divertiranno un sacco a prepararli e mangiarli insieme a noi!

Buon appetito allora, e buon divertimento per tutta la famiglia!

Autrice: dott.ssa Pilar Nannini

Bibliografia:

– Srour, Bernard et al. “Ultra-processed food intake and risk of cardiovascular disease: prospective cohort study (NutriNet-Santé).” BMJ (Clinical research ed.) vol. 365 l1451. 29 May. 2019, doi:10.1136/bmj.l1451

– Gibney, Michael J. “Ultra-Processed Foods: Definitions and Policy Issues.” Current developments in nutrition vol. 3,2 nzy077. 14 Sep. 2018, doi:10.1093/cdn/nzy077

– Baraldi, Larissa Galastri et al. “Consumption of ultra-processed foods and associated sociodemographic factors in the USA between 2007 and 2012: evidence from a nationally representative cross-sectional study.” BMJ open vol. 8,3 e020574. 9 Mar. 2018, doi:10.1136/bmjopen-2017-020574

 

 

 

 

 

 

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