Il vaccino per una diagnosi differenziale?

Il vaccino per una diagnosi differenziale?

Ogni anno alle soglie della stagione invernale si inizia a parlare ovunque di vaccinazione antinfluenzale ma sappiamo davvero tutto riguardo al vaccino antinfluenzale? e quest’anno con il diffondersi dell’infezione da SARS-CoV 2 che ruolo assume la vaccinazione antinfluenzale nell’ottica di tutela della salute pubblica?

In questo articolo cercheremo proprio di dissolvere alcuni dei dubbi più comuni relativi al vaccino antinfluenzale e se questo offre anche una protezione, e in che termini, contro l’infezione da coronavirus.

Vaccino antinfluenzale stagione 2020-2021: chi deve farlo e perché

Con circa un mese di anticipo rispetto all’anno scorso, già ad inizio ottobre il Ministero della Salute ha diramato le linee guida per dare l’avvio alla campagna vaccinale contro l’influenza per la stagione 2020-2021 al fine di non farsi trovare impreparati considerata la criticità di questo periodo data la pandemia da Coronavirus ancora in corso.

Ma quali sono queste linee guida? Chi deve vaccinarsi e perché è fondamentale cercare di raggiungere una buona copertura vaccinale contro l’influenza?

La stagione 2019-2020 ha visto uno dei dati più positivi degli ultimi anni riguardo alla copertura vaccinale con una percentuale del 16,8% della popolazione generale (contro il 15,6 % dell’anno precedente) e il 54,6% dei soggetti over 65 (fonte Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità). Certo siamo ancora lontani dall’obiettivo minimo di copertura vaccinale del 75% nella popolazione a più alto rischio, che peraltro anche gli altri paesi europei faticano a raggiungere.

Quali sono le categorie di persone a maggior rischio sia di contrarre l’influenza che soprattutto di poter sviluppare complicazioni legate all’infezione da virus influenzale? Il vaccino antinfluenzale infatti oltre a ridurre considerevolmente il rischio di contrarre l’infezione da virus influenzale protegge le categorie più fragili dal rischio di sviluppare complicazioni importanti legate all’infezione quali bronchiti, polmoniti e peggioramento di malattie preesistenti.

Le persone per cui il vaccino antinfluenzale è fortemente raccomandato, oltre che gratuito sono:

  • soggetti con più di 65 anni (anche sani)
  • soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentino il rischio di sviluppare complicanze da influenza quali:
    • malattie respiratorie croniche (asma, BPCO, fibrosi cistica)
    • diabete e malattie metaboliche
    • malattie dell’apparato cardiocircolatorio
    • insufficienza renale e/o surrenale cronica
    • tumori (specie se in trattamento chemioterapico)
    • malattie del sangue
    • malattie che determinano immunosoppressione (congenita o acquisita)
    • epatopatie croniche
  • donne in gravidanza o nel periodo post-partum
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico (aspirina)
  • personale addetto a servizi di primario interesse collettivo (operatori sanitari, forze di polizia
  • personale a contatto con animali per motivi di lavoro (veterinari, allevatori, macellatori)
  • donatori di sangue.

La novità introdotta quest’anno è la gratuità della vaccinazione già dai 60 anni anche per i soggetti sani. Tutti gli altri che volessero comunque sottoporsi al vaccino possono tranquillamente acquistarlo in farmacia (a un prezzo che non dovrebbe superare i 25 euro) e farselo somministrare dal proprio medico di medicina generale.

Il vaccino antinfluenzale è invece controindicato nelle seguenti categorie di persone:

  • lattanti sotto i 6 mesi dal momento che per questa fascia di età non esistono studi in supporto dell’innocuità della vaccinazione
  • in chi ha avuto una reazione allergica grave in seguito alla precedente somministrazione del vaccino antinfluenzale
  • in chi ha sviluppato la Sindrome di Guillain-Barrè entro i 6 mesi dalla somministrazione del vaccino antinfluenzale
  • in chi presenta una patologia acuta in corso sia con che senza febbre ma ovviamente in questo caso la controindicazione è solo temporanea.

Dopo aver chiarito quindi quali sono le categorie di persone per i quali il vaccino è fortemente raccomandato (e quelle in cui invece è controindicato) cerchiamo anche di spiegare il perché. Come abbiamo accennato, queste persone sono quelle a più alto rischio non solo di contrarre l’influenza ma di poter sviluppare complicanze che allungherebbero notevolmente i tempi di guarigione oltre a poter lasciare dei postumi. Il vaccino antinfluenzale riduce di circa il 70% il rischio di poter contrarre l’influenza e della stessa percentuale anche il rischio di sviluppare gravi complicanze. Perché sia efficace la risposta anticorpale indotta dal vaccino devono passare circa 2 settimane perciò quest’anno si è preferito anticipare leggermente la campagna vaccinale così da non farsi trovare impreparati di fronte alla tanto temuta seconda ondata dell’infezione da coronavirus. Il motivo per cui quest’anno l’invito alla vaccinazione è ancora più accorato è perché avere un’ampia fetta di popolazione protetta dall’influenza potrebbe aiutare nella diagnosi differenziale con l’infezione da coronavirus data la sovrapponibilità quasi totale dei sintomi, specie in fasi iniziale. Inoltre proteggere i soggetti a maggior rischio di sviluppare complicanze dovrebbe significare anche cercare di ridurre la pressione sul sistema sanitario nazionale specialmente per quel che concerne le attività di pronto soccorso e reparti di terapia intensiva e sub-intensiva. Questo perché i soggetti che rischiano l’ospedalizzazione in seguito ad infezione da SARS CoV 2 sono in pratica gli stessi che sviluppano anche forme più severe di influenza.

Riguardo al possibile ruolo protettivo del vaccino antinfluenzale non solo contro l’influenza ma anche contro l’infezione da coronavirus i dati sono ancora scarni e frammentari. Sebbene recentemente sul Journal of Medical Virology sia stato pubblicato uno studio che mostrerebbe un tasso di mortalità da Covid-19 più basso nei soggetti vaccinati contro l’influenza siamo ancora molto lontani da poterlo affermare con assoluta certezza e da poter consigliare la vaccinazione antinfluenzale anche come protezione contro il coronavirus.Negli ultimi giorni invece girano in rete delle fake news riguardanti il ruolo favorente del vaccino antinfluenzale per l’infezione da SARS CoV 2, con titoloni tipo “il vaccino antinfluenzale spalanca le porte al coronavirus” oppure “seconda ondata pilotata dal vaccino antinfluenzale che favorisce il diffondersi dell’infezione da coronavirus”. Ovviamente non c’è nulla di reale dietro queste affermazioni se non la volontà di destabilizzare l’opinione pubblica e di tessere la trama di un complotto nascosto dietro il diffondersi dell’infezione da coronavirus sulla scia negazionistica che sta prendendo sempre più piede. Quindi ricordatevi di utilizzare sempre i canali ufficiali per informarvi e se avete dei dubbi rivolgetevi al vostro medico di medicina generale che saprà senz’altro darvi le risposte che state cercando.

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