Influenza e Vaccino Antinfluenzale 2018 | Faro Pediatrico

Influenza e Vaccino Antinfluenzale 2018 | Faro Pediatrico

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Ogni anno l’arrivo dell’autunno porta con sé tutta una serie di dubbi e di domande relative all’utilità o meno di sottoporre i nostri piccoli al vaccino antinfluenzale.
Ma cos’è davvero l’influenza? Il vaccino è sempre indicato? Chi e quando va vaccinato?
Proviamo a dare una risposta chiara a queste domande.

Cos’è l’influenza?

L’influenza è un’infezione causata da virus, i cosiddetti virus influenzali appartenenti alla famiglia degli Orthomixovirus, è essenzialmente un’infezione stagionale, si verifica infatti in oltre il 90% dei casi in inverno. Molto spesso si ha la tendenza ad inquadrare come influenza tutte le affezioni delle prime vie respiratorie che si verificano in inverno, nonostante questo non sia corretto a volte lo si fa per la difficoltà di etichettare diversamente le altre affezioni che, pur manifestandosi con gli stessi sintomi, dovrebbero essere definite sindromi simil-influenzali o para-influenzali. Interessa tutte le fasce d’età con prevalenza però tra 0 e 14 anni e dopo i 65 anni.
I virus influenzali si trasmettono essenzialmente attraverso le goccioline di saliva, flugge, che il malato mobilizza nell’ambiente tossendo, starnutendo e anche semplicemente parlando. Il periodo di incubazione è di sole 24-48 ore (1-2 giorni) dopo di che l’influenza si manifesta con il suo corteo sintomatologico classico caratterizzato da:

  • febbre generalmente alta (raramente infatti i virus influenzali danno febbricola) ad esordio apparentemente improvviso e quasi sempre accompagnata da brividi,
  • tosse inizialmente secca e molto fastidiosa che può durare fino a due settimane,
  • dolori muscolari e articolari,
  • mal di testa,
  • spossatezza e malessere generale con inappetenza,
  • mal di gola e naso che cola,
  • raramente sintomi gastro-intestinali come nausea, vomito e dolori addominali.

La durata è solitamente di 3-4 giorni ma il soggetto rimane possibile fonte di contagio per almeno altri 2-3 giorni, i bambini anche 7. In genere l’influenza in bambini ed adulti con sistema immunitario “normo-funzionante” ha decorso benigno e non porta con sé particolari conseguenze.

La diagnosi viene fatta semplicemente sulla base dei sintomi ma, come già detto, spesso non è una diagnosi di certezza per la quale sarebbero necessari specifici esami di laboratorio per l’identificazione del virus che però sono riservati agli ambiti di ricerca.

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Come si previene l’influenza?

Un’altra domanda con cui i medici fanno i conti quotidianamente nella stagione invernale è proprio questa, cosa fare per prevenire l’influenza?

Esistono delle pratiche regole igienico-sanitarie che aiutano a ridurre la diffusione dei virus a trasmissione aerea come quello dell’influenza, sicuramente quelle più importanti sono le seguenti:

  • restare a casa quando si è malati, soprattutto i bambini non vanno portati a scuola per evitare il contagio degli altri bimbi
  • coprire sempre la bocca, meglio con un fazzoletto anziché con la mano, quando si tossisce o si starnutisce e buttarlo subito
  • preferire i fazzoletti monouso
  • lavare sempre le mani dopo aver tossito o starnutito e più volte nel corso della giornata, è sufficiente lavarle con acqua e sapone o con i comuni detergenti antibatterici disponibili in commercio
  • evitare di toccarsi il viso con le mani non lavate.

Sembrerà una banalità ma lavare spesso le mani è la principale arma contro la diffusione delle malattie infettive. Nei bambini, data la tendenza che hanno a toccare tutto e mettersi spesso le mani in bocca, la diffusione è molto più frequente rispetto agli adulti; ed è da quando sono piccoli che andrebbero educati sull’importanza del lavaggio frequente delle mani.

Queste sono ovviamente regole generali di buon senso ma esiste anche una prevenzione specifica per l’influenza effettuata con la somministrazione del vaccino antinfluenzale. E’ sempre indicato? chi deve vaccinarsi? quando bisogna fare il vaccino?

Cos’è il vaccino antinfluenzale?

Il vaccino antinfluenzale è la principale arma di prevenzione contro l’influenza stagionale.

Esistono fondamentalmente due tipologie di vaccino antinfluenzale cioè quello ottenuto da virus inattivato e quello ottenuto con virus vivo attenuato. In Italia sono abitualmente utilizzati i vaccini ottenuti da virus inattivato che possono essere trivalenti (contengono cioè 3 tipologie di virus) o tetravalenti (che ne contengono 4); esiste un’altra tipologia di vaccino, che qui citiamo solo per dovere di completezza dell’informazione, che oltre ai virus inattivati contiene un adiuvante per potenziare l’attività di protezione ma è indicato solo per la somministrazione negli ultrasessantacinquenni.

I tipi di virus da cui si ottiene il vaccino sono quelli a maggiore circolazione nella stagione influenzale precedente e la formulazione del vaccino è la stessa per tutta la durata della campagna vaccinale.

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata prima che inizi il picco di circolazione interumana dei virus influenzali cioè nel periodo che va tra la fine di ottobre e la metà di dicembre.

Per quanto riguarda la modalità di somministrazione avviene, per quanto riguarda il vaccino ottenuto con virus inattivati, mediante iniezione intramuscolare o intradermica (in relazione al dispositivo, solitamente in Italia si utilizza quella intradermica) in unica dose fatta eccezione per l’età infantile. Nei bambini fino a 9 anni che non sono mai stati sottoposti a vaccinazione si consiglia la somministrazione di 2 dosi di vaccino distanziando le somministrazioni di almeno 4 settimane invece nei bambini con meno di 3 anni si consiglia di somministrare la dose di vaccino in due tempi cioè metà dose una volta e poi si ripete la somministrazione dell’altra metà. I vaccini ottenuti con virus vivi attuenuati vengono invece somministrati attraverso degli spray nasali e possono essere usati in soggetti di età compresa fra 2 e 59 anni.

La sede di inoculo nei lattanti e nei bambini con meno di 2 anni di età è la faccia antero-laterale della coscia, tra 2 e 9 anni si può scegliere tra la coscia o il muscolo deltoide (la parte superiore del braccio) in relazione alla costituzione del bambino, oltre i 9 anni di età l’unica sede ammessa è il muscolo deltoide.

Chi deve fare il vaccino antinfluenzale nel 2018?

I bambini in buone condizioni di salute sono capaci di fronteggiare autonomamente l’infezione sostenuta dal virus influenzale. Ci sono però dei bambini che si trovano in particolari condizioni di salute per i quali la vaccinazione non solo è consigliata ma è addirittura raccomandata perché potrebbero facilmente andare incontro a complicazioni.

I bambini che potrebbero trarre giovamento dalla vaccinazione antinfluenzale sono quelli affetti da:

  • patologie cardiache sia congenite che acquisite
  • malattie croniche dell’apparato respiratorio come l’asma, la fibrosi cistica, le broncopatie ostruttive,
  • insufficienza renale e surrenale cronica
  • malattie metaboliche (come diabete mellito, obesità)
  • malattie del sangue
  • patologie neoplastiche (tumori)
  • malattie infiammatorie croniche intestinali e sindromi da malassorbimento
  • condizioni di immunodepressione
  • bambini che sono sottoposti a terapie prolungate con acido acetilsalicilico (aspirina)
  • bambini per i quali siano stati programmati interventi chirurgici
  • patologie croniche del fegato

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Avvertenze ed effetti collaterali del vaccino antinfluenzale 2018

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La più importante controindicazione legata alla somministrazione del vaccino è legata all’età nel senso che il vaccino antinfluenzale non va somministrato in bambini con meno di 6 mesi di età perché al momento mancano adeguati studi relativi alla sicurezza. In casi di particolare vulnerabilità del piccolo può essere utili che si sottopongano a vaccinazione la mamma e le altre persone che vivono con lui.

Ovviamente non va somministrato in bambini che presentino allergia nota ad uno dei componenti del vaccino o ad una precedente vaccinazione, per quanto riguardo l’allergia alle proteine dell’uovo, questa non rappresenta una controindicazione alla somministrazione del vaccino.

Il vaccino antinfluenzale è sicuro e ben tollerato perché sottoposto preventivamente a lunghe fasi di studi preliminari, sono però possibili effetti collaterali di lieve entità come febbre, dolori muscolari, malessere generalizzato e arrossamento nella sede di inoculo.

Fonti: www.salute.gov.it
Enciclopedia Humanitas
Fondazione Umberto Veronesi

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