Bronchiolite o raffreddore? Quando allarmarsi nel neonato?

Bronchiolite o raffreddore? Quando allarmarsi nel neonato?

Bronchiolite, neonati e bambini: quando un neonato o un lattante è raffreddato bisogna tenere gli occhi bene aperti. Ciò che talora inizia come un semplice raffreddore può nella fascia di età 0-12 mesi evolvere in una malattia ben più temibile nel giro di poche ore, che rende talora necessario un ricovero ospedaliero. Stiamo parlando della bronchiolite.

Cos’è la bronchiolite?

La bronchiolite è un’infezione virale che coinvolge la parte finale dei bronchi (i cosiddetti bronchioli terminali) provocandone l’infiammazione e la congestione con conseguente ostruzione al passaggio d’aria, ragion per cui il piccolo deve iniziare a respirare più velocemente per incamerare quanta più aria possibile.

Nei bambini che soffrono anche di broncospasmo a tutto ciò si aggiunge un ulteriore fattore aggravante: questi bambini infatti possono, in corso di bronchiolite, esprimere la loro broncoreattività con la conseguente chiusura anche dei bronchi più grandi (oltre che dei bronchioli terminali). Il tutto finisce col peggiorare il quadro di ostruzione aumentando la fatica respiratoria che il piccolo è costretto a compiere.

Come avviene il contagio?

La bronchiolite è una malattia che colpisce bambini di età inferiore a 2 anni anche se la maggior parte dei casi si verificano nel primo anno di vita.

Il contagio dipende dal passaggio di virus da una persona all’altra similmente a quanto avviene per un banale raffreddore.

Il virus respiratorio sinciziale (VRS), coinvolto nell’80% dei casi, rappresenta la principale causa ma possono essere implicati altri virus tra cui i virus influenzali, parainfluenzali, adenovirus e metapneumovirus.

Tali virus nella maggior parte dei bambini più grandi e degli adulti non danno altro che un banale raffreddore o sintomi influenzali; questi stessi virus possono essere capaci, nei primi anni di vita, di innescare la bronchiolite!

Ed è questa la ragione per cui si raccomanda di fare molta attenzione ai più piccini quando qualcuno è raffreddato!

Il periodo invernale (da Novembre a Marzo) è quello di massima diffusione.

Sintomi della bronchiolite

La bronchiolite si presenta nei primi giorni semplicemente coi sintomi prodromici di un banale raffreddore: naso chiuso, scolo di muchi, starnuti (Vedi anche  Raffreddore nei bambini: contagio, sintomi, durata).

Successivamente cominciano le difficoltà respiratorie con:

  • Respiro affannoso, rapido (tachipnea, dispnea) e talora rumoroso
  • Frequenza respiratoria oltre i 60 atti al minuto (dopo i primi 2 mesi già da 50 atti al minuto in poi sono tanti!)
  • Rientramenti “della pelle” della gabbia toracica a livello intercostale, sottocostale ed a livello del giugulo (cioè anteriormente alla base del collo!) segno che il piccolo sta utilizzando tutti i muscoli per respirare e non solo il muscolo diaframma come fa di solito
  • Movimento di “alitamento” delle narici (cioè le narici appaiono gonfiarsi e sgonfiarsi, come se “boccheggiassero” per prendere aria).

In quanto tempo un raffreddore diventa bronchiolite?

L’evoluzione dei sintomi può essere talora rapida e inaspettata verificandosi anche nel giro di sole 2-3 ore! Per cui è possibile che il vostro piccolo sia stato visitato da un primo pediatra che vi parla di semplice raffreddore mentre di lì a poche ore, magari in ospedale, un secondo pediatra pone la diagnosi di bronchiolite.

Ed ecco che subito fioccano le maledizioni al primo pediatra che “non si era accorto di nulla”! In realtà non sempre è colpa del primo medico che ha visitato il bambino! Come spiegavo è la malattia stessa ad essere rapidamente evolutiva ed è realmente  possibile che al momento della prima visita il vostro bimbo avesse ancora solo raffreddore!

In media la trasformazione dell’apparente raffreddore in bronchiolite avviene in un paio di giorni. Se il piccolo ha raffreddore già da 4-5 giorni si può stare relativamente più sereni che non evolverà più in bronchiolitie… a meno che non incontri un nuovo virus tra quelli sopra citati!

Diagnosi di bronchiolite: serve la radiografia?

Assolutamente no. Per fare diagnosi di bronchiolite è sufficiente un’accurata visita pediatrica magari completata da misurazione della saturazione di ossigeno (la famosa lucina rossa sul ditino che mettono in pronto soccorso e che è adeguata se superiore almeno al 96% in aria ambiente).

Ecco perchè quando un genitore abbia il minimo dubbio che il proprio bambino abbia qualcosa di più che un semplice raffreddore sarà utile consultare subito un medico rivolgendosi in primis al proprio pediatra di famiglia o in alternativa al servizio di guardia medica locale o al pronto soccorso pediatrico territoriale o ancora, come ulteriore possibilità, cercare un pediatra disponibile a domicilio sulla nostra App Faro Pediatrico!

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Tenendo conto dell’età del piccolo, della stagionalità dei virus, del riscontro di segni di fatica respiratoria e di rumori toracici suggestivi di bronchiolite (sibili respiratori, ma talora anche piccoli rantoli crepitanti che mimano una polmonite), è possibile, attraverso la visita medica, porre diagnosi di bronchiolite e prescrivere adeguata terapia.

La radiografia può rendersi utile solo quando il quadro sia particolarmente severo o non vi siano segnali di miglioramento oppure ci sia un fondato sospetto di complicazioni respiratorie (ad esempio una polmonite a focolaio!) che rendono necessarie ulteriori terapie.

Terapia della bronchiolite: a casa o a ricovero?

E’ sempre necessario il ricovero ospedaliero?

Assolutamente no. Sarà il vostro pediatra di fiducia a stabilire se il piccolo necessita di ricovero ospedaliero o se può avvalersi di una gestione domiciliare.

Quando la bronchiolite deve allarmare?

Il ricovero ospedaliero sarà necessario soprattutto per quei bambini che presentano un’importante difficoltà respiratoria con segni di insufficienza e per quei bambini che hanno difficoltà ad alimentarsi a causa dell’affanno e dell’abbattimento.

In genere le indicazioni assolute al ricovero in ospedale

  • Incapacità del piccolo a bere e alimentarsi: è tra i segni più importanti e facilmente riconoscibili dai genitori!
  • Sonnolenza e abbattimento
  • Crisi di apnea (mancanza di respiro)
  • Cianosi (colorito bluastro di cute e mucose)
  • Frequenza respiratoria superiore a 70 respiri al minuto

Il ricovero ospedaliero andrebbe considerato anche in bambini:

  • Cardiopatie
  • Malattie polmonari croniche (es: fibrosi cistica)
  • Immunodeficiit
  • Sindrome di Down
  • Storia di grave prematurità alla nascita (questi ultimi quasi sicuramente avranno fatto prevenzione della bronchiolite con iniezioni di Sinagys – vedi avanti)

Terapia ospedaliera della bronchiolite?

In genere le misure terapeutiche in ospedale per un bimbo con bronchiolite sono:

  • Ossigenoterapia laddove possibile erogata con tecnica degli alti flussi
  • Infusione di liquidi ed elettroliti in vena
  • Aerosol con adrenalina (se opportuno)

Terapia a casa della bronchiolite?

I cardini della gestione domiciliare del lattante con bronchiolite (che non presenti le indicazioni al ricovero sopra descritte) sono:

  • Lavaggi e aspirazione nasale (vedi raffreddore nei bambini: come fare i lavaggi nasali?): è fondamentale tenere il naso più libero possibile, soprattutto prima che il piccolo faccia la poppata
  • Assicurarsi che il piccolo si alimenti e si idrati per bocca normalmente
  • Sotto la guida del proprio curante considerare aerosolterapia con broncodilatatori (che non sempre sono efficaci, ma può valer la pena tentare soprattutto se il piccolo soffre anche di broncospasmo)

Serve l’antibiotico per curare la bronchiolite?

Assolutamente no. La prescrizione di un adeguato antibiotico si renderà però utile in caso di complicanze (ad esempio se alla bronchiolite si sovrappone un focolaio di polmonite).

Mio figlio ha avuto la bronchiolite: avrà problemi in futuro?

Fortunatamente la maggior parte dei casi di bronchiolite guarisce completamente senza alcun esito a distanza.

Molti di questi bambini potrebbero però avere maggiore tendenza al broncospasmo (cioè asma) in corso di infezioni respiratorie. Diversi studi descrivono infatti l’esistenza di associazione tra storia di bronchiolite e broncoreattività dei primi anni di vita: in pratica sembrerebbe che i bambini che sviluppano bronchiolite hanno anche una maggiore predisposizione ad andare in broncospasmo di fronte a molteplici fattori di stimolo infettivi.

Inoltre, diversi casi di bronchiolite esitano in una sintomatologia respiratoria caratterizzata da tosse e sibili che persiste nelle settimane successive l’episodio per poi andare gradualmente incontro a miglioramento.

Rari sono i casi in cui la bronchiolite non si risolve ed evolve in una malattia polmonare progressiva chiamata bronchiolite obliterante che compromette piccoli e grandi bronchi con formazione di bronchi ectasie (cioè dilatazioni bronchiali patolgiche). Queste forme polmonari ingravescenti si osservano più spesso dopo bronchioliti da adenovirus.

Prevenzione della bronchiolite

Ecco una pratica lista di consigli per prevenire la bronchiolite nel vostro piccolo bimbo:

  • Allattamento al seno: è un importante fattore protettivo!
  • Evitate il fumo passivo: faciliterebbe l’infezione
  • Evitate la condivisione di giocattoli con altri bambini, specie se questi ultimi sono raffreddati!
  • Lavatevi le mani prima di toccare il bambino!

In quali bambini usare il Synagis® per prevenire la bronchiolite?

Sinagys ® è costituito da anticorpi monoclonali diretti contro il principale virus che causa la bronchiolite: il VRS (virus respiratorio sinciziale).

Esso viene utilizzato per prevenire la bronchiolite e le gravi conseguenze che potrebbero scaturire dall’infezione da VRS in particolari categorie di bambini a rischio:

  • Bambini nati prematuri: più precisamente ogni bambino nato con età gestazionale inferiore a 35 settimane e che abbia meno di 6 mesi di vita all’inizio della stagione epidemica del VRS (novembre-marzo)
  • Bambini di età inferiore a 2 anni affetti da cardiopatie congenite emodinamicamente significative
  • Bambini di età inferiore a 2 anni che hanno dovuto ricevere cure per displasia broncopolmonare negli ultimi 6 mesi
  • Bambini affetti da immunodeficienze: si è visto che possono trarne vantaggio anche se non ci sono raccomandazioni specifiche

Il Synagis ® viene iniettato in muscolo (sulla coscia) ad un dosaggio di 15 mg per ogni chilo di peso corporeo per una volta al mese per 5 mesi al fine di ottenere una protezione dal VRS per tutta la durata della stagione epidemica (novembre-marzo)!

Dott. Raffaele Troiano – Pediatra

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Buongiorno,ho una bimba di 6 mesi con raffreddore ormai da 4 giorni. La sorella ha avuto un episodio con febbre alta, lei però ha avuto febbre solo per un paio di.giorni, poi solo raffreddore e tosse grassa. Ora la temperatura è nella norma. Il pediatra ci ha prescritto 0,25 di bentelan solo al mattino. Oggi è il 4° giorni. Il muco resta, la tosse idem e di notte.anche si fa sentire. La bimba però riposa, anche più del normale. Ciuccia, forse un po’meno del solito. Quindi non ha febbre, ma solo raffreddore e tosse grassa. Il muco risulta bianco/trasparente. La bimba dorme. Stamattina ha dormito fino alle 11, ieri sera si è addormentata a mezzanotte e durante il giorno ha riposato solo una.ventina di minuti. Ora dorme di nuovo. Il volto è rilassato, il naso si sente chiuso, ma il respiro nn è affannoso.
    Domani sentirò il pediatra anche per capire se è il caso di continuare cn il bentelan.
    Secondo voi può evolvere in.brpnchiolite?
    Grazie

    1. Di solito l’evoluzione da raffreddore in bronchiolite impiega un paio di giorni. Mai dire mai in medicina, ma dopo 4 giorni mi sentirei più sereno. Per qualsiasi dubbio non bisogna però esitare a farla rivalutare dal pediatra di fiducia.

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