Morso di zecca e malattia di Lyme

Morso di zecca e malattia di Lyme

Condividi!

In seguito a morso di zecca si può contrarre la malattia di Lyme in quanto alcune zecche (es: genere Ixodes) possono veicolare il batterio responsabile, ovvero Borrelia Burgdoferi. La Lyme può colpisce soprattuto in estate e autunno (periodo delle zecche!), può avere gravi sintomi andando a coinvolgere la cute, il cuore, il sistema nervoso e le articolazioni. Tali complicazioni sono prevenibili qualora l’antibiotico venga iniziato tempestivamente. La mancata diagnosi può dipendere dal fatto che talora le zecche sono talmente piccole (vanno da 1-2 mm a 10 mm) che un morso ricevuto magari 1 mese prima può anche passare inosservato.

Segue un breve elenco di altre patologie da morso di zecca:

  • Encefalite da zecche (TBE)
  • Malattia di Lyme
  • Febbre ricorrente da zecche
  • Febbre bottonosa del mediterraneo
  • Febbre emorragica del Congo-Crimea
  • Anaplasmosi

In questo articolo focalizziamo l’attenzione sulla malattia di Lyme.

Come si contrae la Lyme?

La malattia di Lyme si contrae mediante morso di zecca: trattasi di piccolo insetto artropode che si attacca alla cute in maniera del tutto indolore (poichè la sua saliva contiene una sostanza anestetica che gli permette di passare inosservati) e restano a succhiar sangue fino a 48-72 ore. Più tempo la zecca resta attaccata alla cute maggiore è il rischio di trasmissione di infezioni. Dopo estrazione di una zecca dalla cute la malattia di Lyme può manifestarsi entro 30-40 giorni.

Come si estrae una zecca?

Essendo il morso di zecca indolore, l’unico modo per scovare la zecca è vederla o sentirla al tatto, toccandosi per caso la zona del morso. Una volta scovata va estratta il prima possibile. Le zone da ispezionare con maggior attenzione sono ascelle, inguine, gambe, ombelico, collo, testa. Nei bambini ancor più attenzione all’attaccatura dei capelli, al collo e dietro le orecchie.

Per estrarre una zecca è necessario usare una pinza a punte sottili afferrando l’insetto nel punto più vicino possibile alla cute. Andrà poi esercitata una trazione costante finchè l’aracnide non molla la presa. E’ importante evitare di schiacciarla o romperla in quanto, se la zecca soffre, rigurgiterà il proprio materiale gastrico nella cute e ciò va ad aumentare il rischio di infezioni per il soggetto. Per le stesse ragioni non bisogna arroventare le punte della pinzetta, nè utilizzare sostanze oleose, alcoliche o altro che infastidisca la zecca. Bisogna essere delicati, ma decisi nell’esercitare trazione. Dopo averla estratta va bruciata.

Morso di zecca: segni di allarme Lyme!

Il sospetto di malattia di Lyme dopo morso di zecca diventa concreto di fronte alla comparsa di eritema migrante entro 30-40 giorni da una gita in campagna o montagna (potrebbe aver avuto una piccola zecca per qualche giorno e non se n’è accorto). L’eritema di Lyme può consistere in una zona omogeneamente arrossata, con tendenza all’espansione e schiarimento centrale assumendo spesso il classico aspetto a bersaglio (vedi foto). La compresenza di febbre, cefalea, malessere e linfonodi regionali ingrossati può caratterizzare questa prima fase sintomatica. Purtroppo tali manifestazioni precoci siano identificabili solo nel 70% dei pazienti con forme poi successivamente evolute: quindi se il paziente esordisce direttamente con le manifestazioni più gravi descritte tra due righe, non ve la prendete col pediatra… nel 30% dei casi era impossibile fare diagnosi precoce!

Eritema di Lyme dopo morso di zecca

Se non curata tempestivamente con antibiotici il batterio può disseminarsi ad altri organi:

  • cute: comparsa di fugaci eritemi a bersaglio multipli in varie zone (di qui il termine eritema migrante); può inoltre verificarsi orticaria.
  • cuore: aritmie come il blocco atrioventricolare con sensazione di cardiopalmo
  • articolazioni: dolori articolari migranti (artralgie), brevi attacchi di artrite con gonfiore e limitazione articolare
  • sistema nervoso: encefalite, paralisi del faciale di Bell, meningite, radicoloneurite
  • altri organi: irite e coroidite a livello degli occhi; epatite lieve o ricorrente a livello del fegato; microematuria e proteinuria a livello renale; infine malessere, stanchezza e linfonodi generalizzati ingrossati possono caratterizzare la patologia in ogni sua fase.

Successiva evoluzione della Lyme disseminata può essere la forma persistente laddove i vari fenomeni descritti tendano a cronicizzare.

Diagnosi

La diagnosi si accerta mediante esami del sangue (ricerca di anticorpi di tipo IgM e IgG contro Borrelia) e/o prelievi cutanei (ricerca del genoma di Borrelia mediante tecnica PCR)

Terapia

La terapia si fonda sull’uso di antibiotici per una durata di 10 giorni nelle forme localizzate, tra 20-30 giorni nelle forme disseminate iniziali, tra 30-60 giorni nelle forme persistenti (laddove vi sia artrite è talora necessario ripetere il ciclo!)

  • se età inferiore a 8 anni: amoxicillina (50 mg/kg/die in 2-3 dosi)
  • se età superiore a 8 anni: doxicilcina (2 mg/kg/die in 1-2 dosi)
  • se allergia a penicilline: acetossietilcefuroxima (30 mg/kg/die in 2 dosi) o eritromicina (50 mg/kg/die in 3 dosi)
  • se si associa artrite cronica: ripeti ciclo antibiotico; valuta intervento di sinoviectomia
  • nelle forme cardiache, se vi è blocco atrioventricolare di 3° grado o aumento del PR oltre 0,3 sec all’elettrocardiogramma, si valuta l’associazione di cortisonici

Prevenzione

E’ utile dare antibiotico dopo ogni morso di zecca? Dopo estrazione di una zecca il rischio di Lyme è in generale basso. In Italia le regioni a maggior prevalenza sono Liguria, Friuli, Veneto appennino Tosco-Emiliano. Dunque la politica di dare antibiotico a tutti i bambini con morsi di zecca non è pensabile.

  • Evitare le zecche usando repellenti, abiti lunghi e adeguati (pantaloni nei calzini!), ispezione al rientro da ogni passeggiata in campagna (abiti chiari aiutano a individuarle)
  • Profilassi antibiotica: amoxicillina o doxiciclina (per età, vedi sopra) per 10 giorni laddove vi sia zecca piena di sangue (che dunque era attaccata da parecchio) o difficoltà ad eseguire successivi controlli.

 

Ti è piaciuto quest'articolo? Vuoi parlare subito con un pediatra per avere maggiori informazioni? Chiama ora allo 06-89083898 e segui la voce guida.

Lascia un commento

Chiudi il menu
shares
×