Neonato non fa cacca: Stipsi o Dischezia? Come aiutarlo?

Neonato non fa cacca: Stipsi o Dischezia? Come aiutarlo?

“Il neonato non riesce a fare cacca! Piange, si dimena e non mangia. Tira le gambine al pancino e non evacua da oltre 24 ore! Quando la fa però è morbida, non è dura! Perchè allora non riesce a farla uscire?”

Trattasi di bimbo stitico penserà qualcuno di voi? Assolutamente no! Qui si tratta di dischezia che è tutt’altro problema!La dischezia è un fenomeno parafisiologico dei primi 6 mesi di vita, che pur potendo predisporre ad una futura stitichezza, di fatto non è ancora stitichezza e quindi va affrontata in modo diverso.

In pratica nei primi 6 mesi molti lattanti non hanno ancora imparato a coordinare bene l’atto defecatorio. Succede così che quando avvertono lo stimolo, anzichè contrarre l’addome rilassando l’ano (come facciamo noi adulti),  vanno a contrarre sia addome che ano e quindi le feci (seppur morbide!) non riescono a fuoriuscire.

Quindi come capire se è stipsi o dischezia nei primi 6 mesi di vita? Basta che guardate la consistenza delle feci: se dure è stipsi, se morbide è verosimilmente dischezia.

In caso di stipsi, meno frequente negli allattati al seno, specie se molto precoce (primo mese!) bisognerà distinguere se trattasi di stipsi organica o stipsi funzionale. A tal proposito rimando all’articolo dedicato alla stipsi qui linkato. Vedrete che tra le misure dietetiche e terapeutiche vi sono presidii volti al rammollimento delle feci (come microclismi o meglio ancora macrogol per bocca)

In caso di dischezia invece (eventualità molto più frequente a quell’epoca di vita!) non bisognerà assolutamente pensare a cambiare dieta, fare inutili microclismi (le feci già sono morbide! cosa mai volete sciogliere?) o gonfiare il piccolo con goccine per le coliche o tisane varie. Il piccolo ha bisogno di un’unica cosa: un aiuto a rilassare/aprire l’orifizio anale laddove si trovi in uno di quei momenti critici di grande irritabilità, pianto e difficoltà.

Come aiutare un neonato a rilassare/aprire l’ano?

Ve lo mostro live nel video qui linkato di soli 7 minuti. Ma prima di vedere il video leggete i tre step qui sotto elencati in ordine di efficacia è invasività:

  1. Massaggiargli delicatamente il pancino (soprattutto nel quadrante inferiore sinistro) aspettando che rilassi spontaneamente l’ano, magari mentre si cerca di tranquillizzarlo con musica
  2. Usare acqua calda: prendere un batuffolone d’ovatta imbevuto di acqua molto calda e iniziare a strofinarlo su e giù tra le natiche mentre lo si tiene sul fasciatoio con le gambe sollevate e in contemporanea con le dita massaggiate il pancino come sopra descritto
  3. Stimolazione con punta di sondino o punta di termometro lubrificato: inserire per 1-2 cm tale punta nell’orifizio anale (non temete: l’ano è elastico ed  è progettato per far passare le feci che spesso sono dure e di dimensioni molto più grandi della punta di un termometro!)

Quando decidere di aiutare il neonato come sopra descritto?

A molti neonati accade che dopo 24-36 ore di mancata evacuazione comincino a diventare fortemente sintomatici: perdita di appetito, irritabilità, pianto frequente, tendenza alla flessione delle gambe sull’addome.

Molti genitori confondono questa situazione con coliche gassose e partono con gocce e tisane senza ovviamente risolvere nulla.

Altri genitori confondono tale situazione con la stipsi e partono con microclismi nonostante l’assenza di feci dure da lubrificare.

La scelta più giusta da fare in caso di dischezia fortemente sintomatica è invece quella di stimolare seguendo in ordine i 3 step sopra descritti. Ma è pur vero che non bisogna abusare della stimolazione in quanto il piccolo deve pur imparare a coordinarsi senza alcun aiuto.

Come regolarsi allora?

Il mio consiglio è quello di contattare il vostro pediatra e confrontarvi con lui: descrivetegli l’andamento delle ultime settimane, descrivetegli lo stato del piccolo, se lui ritiene sia il caso di visitarlo portatelo a visita.

Il vostro pediatra sulla base di queste informazioni saprà darvi il consiglio più adeguato su quanto essere “invasivi” in quel dato bambino e in quelle particolari circostanze, affinchè la stimolazione a defecare diventi un valido aiuto al piccolo ma non se ne abusi.

Il vostro pediatra dunque saprà dirvi quanto tendere allo step 1 e quanto al 3 (vedi elenco di sopra) caso per caso e, dialogando con lui, imparerete a utilizzare questi utili strumenti per disostruire il neonato dalle feci senza che questi vengano abusati diventando abitudine e rischiando che il piccolo evolva man mano in vera e propria stitichezza con indurimento delle feci nei mesi successivi.

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