Ciò che gli antivaccinisti non mostrano: mortalità infantile anni '60-'80

La più grande bufala antivaxx: se tali medici mostrassero davvero i dati reali, le loro tesi crollerebbero subito...

Scritto da: Dott. R. Troiano - Pediatra | Pubblicato il: 15/10/2015

Categoria:

Editoriali

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Come al solito i medici antivaccinisti preferiscono evitare di essere trasparenti nella presentazione dei dati su vaccini e mortalità per malattie infettive in quanto, se lo fossero, le loro fragili teorie crollerebbero immediatamente. Ciò che permette la diffusione delle loro bizzarre ed infondate tesi antivacciniste è solo ed esclusivamente l'ignoranza e scarsa capacità critica delle platee a cui si rivolgono.
 
Siamo infatti soliti ascoltare da molti medici antivaxx affermazioni di questo tipo:
 
"I dati ISTAT mostrano che la mortalità infantile per malattie infettive era già calata grazie al miglioramento delle condizioni igieniche prima che le vaccinazioni fossero rese obbligatorie e diffuse. Dunque i vaccini non hanno dato alcun contributo significativo all'eradicazione di tali malattie"... riferendosi a patologie quali difterite, poliomielite, morbillo, tetano, haemophilus b... etc
 
Nel fare simili affermazioni gli antivaxx si limitano a mostrare grafici sulla mortalità infantile come ad esempio quello che segue:
In tale grafico infatti si nota molto chiaramente come la mortalità infantile sia enormemente calata col miglioramento delle condizioni igieniche ancor prima che i vaccini si diffondessero in modo capillare (il che è più che vero!) ma purtroppo non è facilmente comprensibile per chi non è del settore ciò che invece avviene nella "coda della curva" (cioè dagli anni '60 in poi... ma ora ve lo mostreremo noi!) e quindi risulta molto facile per un medico antivaxx giocare d'astuzia e confondere le idee, facendo erroneamente intendere che i vaccini non abbiano dato alcun contributo significativo al calo di mortalità infantile del secolo scorso. Le tabelle da cui derivano tali curve i medici antivaxx preferiscono non enfatizzarle (perchè non gli conviene!) ma ve le mostreremo tra un attimo qui su questa pagina e tutto vi risulterà molto chiaro.
 
Ebbene, caro medico antivaccinista, adesso ti spiego in due parole perchè la tua affermazione di cui sopra è una mera idiozia.
 
E' di certo innegabile che i dati ISTAT mostrìno un'ovvia tendenza in calo della mortalità infantile per malattie infettive già prima che si diffondessero le vaccinazioni, allorchè nel secolo scorso le condizioni igieniche cominciarono a migliorare. Su questo non ci piove. Si passava infatti da diverse decine di migliaia di decessi per anno verso la fine del '800 ad alcune centinaia di morti per anno verso gli anni '60-'80 dello secolo scorso.
 
E dunque tu ritieni che la situazione riportata dall'ISTAT degli anni '60-'80 (ove si contavano ancora centiania e centinaia di bimbi morti ogni anno per malattie oggi prevenute dai vaccini!) fosse già soddisfacente? Credi che mentre negli anni '60-'80 si viveva in condizoni igieniche già similii a quelle moderne, un bilancio annuale di centinaia di decessi a causa di germi come pertosse, morbillo, haemophilus, tetano (senza contare i casi di invalidi da poliomielite che sopravvivevano) fosse già una situazione ideale? Se fossi stato un medico di quegli anni non avresti voluto di più per tutelare i bambini?
 
Ebbene grazie ai vaccini che tanto contesti ai giorni nostri la mortalità complessiva sotto i 5 anni per le citate malattie è calata al di sotto dei 10 casi per anno! Tantochè ormai quando avviene un caso di decesso infantile da malattia infettiva esso diventa uno vero e proprio scoop mediatico (in quanto evento ormai raro!).
 
Perchè mai i decessi sotto i 5 anni di età per le patologie sopra citate erano nel 1961 esattamente ben 1426, nel 1971 erano 435 e nel 1981 erano ancora ben 105? Perchè invece nel 2011 siamo giunti ad avere solo 4 decessi al di sotto dei 5 anni di vita? Perchè non fai notare tutto ciò agli ignari genitori che abilmente sai abbindolare?
 
Chi ha vissuto tra gli anni '60 e '80 sa bene che già si beveva acqua potabile, si godeva di buone reti fognarie e si osservava un igiene personale simile a quella moderna. Perchè all'epoca allora i bimbi morivano di più rispetto ad oggi nonostante le condizioni igieniche fossero già simili a quelle moderne?
 
Non credi dunque sia giusto informare i genitori che se oggi i bimbi muoiono di meno rispetto a 30-40 anni fa non è certo per un ulteriore miglioramento dell'igiene ma piuttosto perche nel 1966 diveniva obbligatorio l'antipolio (oltre all'antidifterica già obbligatoria dal 1939), nel 1968 l'antitetano, nel 1991 l'anti-epatite B, negli anni '90 si diffondeva il vaccino per morbillo-parotite-rosolia e dagli anni 2000 in poi con l'esavalente si è creata protezione anche da pertosse ed hamophilus B oltre che hanno cominciato a diffondersi in misura maggiore antipneumococcica ed antimeningococcica? ...il tutto a netto beneficio delle fascie più deboli come i bambini?
 
Non credi che quando mostri in maniera molto approssimativa le curve di mortalità infantile del secolo scorso tu debba essere un pò più accurato e meno tendenzioso nel descrivere la situazione degli ultimi 40-50 anni? Non credi sia scorretto compiere simili omissioni? Non credi tu stia facendo una pericolosa opera di disinformazione mostrando ed interpretando una serie di dati in modo del tutto "personale"?
 
Ecco la tabella ISTAT da cui ho estratto i dati citati ove alla colonna "Altre infettive" sono raggruppati i dati di mortalità degli ultimi 100 anni relativi a malattie come morbillo, tetano, pertosse, poliomielite etc.
 
 
 
Per il lettore che voglia visualizzare il documento ISTAT integrale da cui abbiamo estratto tale tabella e visionarla deprivata delle nostre didascalie può trovarlo al seguente link.
 
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