Nonni a rischio in Fase 2: è ragionevole aprire i Campi Estivi?

Nonni a rischio in Fase 2: è ragionevole aprire i Campi Estivi?

Molti genitori a breve torneranno a lavoro. Non tutti possono però permettersi una baby-sitter ed esiste poi anche il timore di far entrare nuove persone nell’ambiente domestico.

Sappiamo bene quanto i ben amati nonni abbiano da sempre risolto questa problematica alle famiglie moderne.

Ma il Covid è un vero stronzo! Una subdola trappola per nonni: un articolo di pochi giorni pubblicato su Lancet ci conferma infatti che i bambini sono spesso veicoli asintomatici dell’infezione.

E il paradosso di questa Fase 2 è che verosimilmente molti bambini saranno rimbalzati tra genitori-lavoratori e nonni-babysitter, fungendo da innocenti e inconsapevoli “ponti” di potenziale contagio.

Come fare?

Domanda da 1 milione di dollari!

Domanda che in molti mi avete fatto sulla mia pagina facebook ilPediatraSpiega

Domanda a cui mi sforzerò di proporre qualche ragionevole soluzione, pur se non è di mia competenza, senza illudermi di risolvere il problema ma sperando almeno di stimolare nelle vostre menti soluzioni magari migliori delle mie, che vi invito eventualmente a condividere tra i commenti.

Chissà che non arrivino ai nostri politici!

Io ci provo. Scrivo più di una possibile soluzione cosicchè famiglie con esigenze differenti possano riconoscersi almeno in una di esse.

Soluzione 1 – Tremenda ma efficace

Lasciare definitivamente i bambini coi nonni tutti in lockdown. I genitori li incontreranno solo all’aria aperta con mascherina. Questa soluzione l’ho vissuta personalmente sulla mia pelle, avendo lavorato in ospedale in questi mesi di lockdown.

Soluzione 2 – Per chi può

Baby sitter mascherata con bimbo mascherato (mascherina dai 2 anni in su ovviamente).

Soluzione 3 – Per chi non può

Campi estivi.

Campi estivi?

“Dottò ma sei impazzito???” “Hai detto campi estivi?”

Si ho detto campi estivi. Ed ora vi spiego cosa penso prima di essere linciato.

Tutti oggi si chiedono: ma le scuole riapriranno a Settembre?

Io mi chiedo: è ragionevole riconnettere socialmente i bambini alle porte della stagione influenzale senza averli prima educati in alcun modo alle regole igieniche e di distanziamento che di certo non impareranno da un giorno all’altro?

E la risposta che ovviamente mi do è: no, non è ragionevole.

Io credo sia molto meglio approfittare dell’estate e della possibilità di cominciare a fare all’aria aperta i primi “esperimenti sociali” tra bambini (piuttosto che in classi chiuse!).

Fare campi estivi a piccoli gruppi, con operatori che si formeranno tra Maggio e Giugno su come insegnare ai bambini le norme igieniche che a Settembre saranno di vitale importanza.

Tanto prima o poi arriverà il momento di riaprire anche per i bambini! Non è meglio fare le “prove generali” in estate all’aperto piuttosto che al chiuso a Settembre? Così a Settembre saranno già pronti?

Liberalizzare i campi estivi adesso all’aria aperta, dove i genitori saranno liberi di portare o non portare i propri figli sarà anche una boccata d’ossigeno per le attività estive a rischio fallimento.

Gestisco una scuola con ampi spazi all’aperto? Benissimo! Organizzo il campo a scuola!

Gestisco una scuola priva di spazi all’aperto? Benissimo! Il Governo crea delle convenzioni con strutture estive che accolgano il campo estivo, stanziando anche qualche monetina di salvataggio per tali aziende in difficoltà!

Ovviamente ogni struttura estiva potrà scegliere di aderire o non aderire alla convenzione, in base a quanto pensi di beneficiarne.

E il campo estivo dovrà ovviamente essere organizzato con un sufficiente numero di operatori tale da riuscire a scomporre i bambini in piccoli gruppetti di 4-5, sotto l’occhio vigile del responsabile del campo estivo.

O forse vogliamo affidare il delicato compito di far rincontrare i bambini alla caotica responsabilità di tutti coloro che comunque finiranno col portare i bimbi nei parchi pubblici o al mare nei prossimi mesi?

Non è meglio che a gestire questi bambini siano operatori caricati di specifica responsabilità piuttosto che genitori che potrebbero anche rischiare di innervosirsi nel contesto di caotici parchi pubblici?

NB: a scrivere questo articolo è lo stesso medico che in data 25 Febbraio, quando il Covid era solo a Codogno, urlava arrabbiato in un video improvvisato in macchina di chiudere le scuole in tutta Italia!

Ed ora me ne vengo ducendo di riaprire ai bambini? Sono impazzito?

È chiaro che adesso il lockdown totale appare non più sostenibile sul piano economico e a fronte della necessaria riapertura che il Governo ci propone, credo sia ragionevole approfittare dell’estate per allentare il lockdown anche ai bambini così da trovarceli già istruiti a Settembre.

E credo sia altrettanto ragionevole, per l’anno prossimo, ipotizzare di chiudere le scuole durante il picco influenzale (ovvero Dicembre, Gennaio e forse inizio Febbraio): tra recite, Natale e giorni di assenza per malattia il “danno didattico” sarà minimo.

Ma sarà fondamentale ridurre il contagio in quel periodo critico ove sarà sempre più difficile distinguere la febbre da influenza da quella da Covid.

Questo è tutto.

Non ho assolutamente la presunzione che la mia visione sia quella giusta e sono consapevole che potrebbero esserci fattori organizzativi che magari ignoro e che rendano impossibile al Governo metterla in pratica.

Spero però che questo articolo faccia almeno riflettere qualcuno sull’importanza di cominciare già da ora a pensare come riconciliare i bambini di Italia in sicurezza.

Dott. Raffaele Troiano – Pediatra

PS: chi vuole può seguire anche i miei video su Youtube o i miei post su Facebook e Telegram

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Gentilissimo Dottore Lei ha già chiaramente espresso la sua opinione riguardo ai nonni che si occupano dei nipoti in assenza dei genitori che lavorano,ma se non si può fare diversamente quali comportamenti adottare? Io nonna ho 70 anni,mio marito 81.Grazie in anticipo per i suggerimenti che vorrà darmi e buona domenica.

  2. Il suggerimento è sensato… Ma io sottolineerei 2 punti fondamentali per i più piccoli (perché difficilmente i grandi vanno ai campi estivi).
    1) i genitoti devono sforzarsi di insegnare ai bambini le norme igieniche anche se sono piccoli (soffiare il naso, starnutire o tossire nel gomiti, lavarsi le mani per bene e col sapone). Sembra scontato ma molti genitori lasciano questo compito alla scuola o rimandano fino ai 5/6 anni del bambino quando è più facile gestirli. Ed ora nn possiamo permettercelo.
    2) fare le prove generali in campi estivi nei parchi con un rapporto 1 a 4 serve… Ma solo se la scuola a settembre riaprirà con le stesse modalità (o simili). Se poi a scuola (nidi e infanzia) resterà il rapporto 1/8 e 1/28 attuale, 99% del tempo in spazio chiuso, etc, servirà a poco.

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