Influenza 2020: tosse stizzosa insopportabile e congiuntivite

Influenza 2020: tosse stizzosa insopportabile e congiuntivite

“Dottò la febbre si è tolta, ma adesso ha una tosse che non vi dico!”. Questa è la telefonata più frequente delle ultime 2 settimane in questa stagione influenzale 2020.

Tosse stizzosa verso la fine o subito dopo la fase febbrile dell’influenza. Pare che il virus di quest’anno non voglia proprio lasciarci in pace, sia adulti che bambini!

“Stanotte non ha dormito per nulla, una tosse secca, stizzosa che non gli dava tregua!”

Abbiamo di recente imparato su questo sito che il virus influenzale 2020 tende ad avere in questi giorni un decorso bifasico della febbre, presentandosi con picchi febbrili per 3-4 giorni (spesso anche a 39-40°C), poi pausa per 1-2 giorni, poi ripresa febbrile per altri 2-3 giorni. Leggi qui l’articolo in merito.

Nuova informazione che vogliamo darvi oggi deriva dalle segnalazioni dei pediatri del gruppo Faro Pediatrico degli ultimi giorni, che ci raccontano un altro aspetto del virus di quest’anno, che rende i loro telefoni bollenti e le notti dei poveri bambini spesso purtroppo insonni. La tosse.

Molti altri piccoli stanno invece subendo un’altra fastidiosa situazione para-influenzale: occhi arrossati e congiuntivite, spesso solo virale, ma talora con evoluzione batterica e necessità di colliri antibiotici.

Ma torniamo alla tosse che più mi preme discutere in questo articolo.

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Tosse secca post-influenza 2020

Secca, stizzosa nei primi giorni, inizia talora ancora in corso di febbre, in altri casi quando la febbre è già andata via. Situazione di frequente riscontro anche negli adulti.

Questa tosse stizzosa dipende dall’effetto del virus sulle pareti tracheali, che diventano più facilmente irritabili e suscettibili ed il riflesso della tosse viene elicitato anche dall’aria che entra. I bimbi più grandi descrivono spesso una sorta di “formicolio alla gola” (in realtà lo riferiscono al collo, dov’è la trachea). E tale formicolio sta a rappresentare proprio questo.

Mi piace molto descrivere ai genitori che incontro la cosa così: immaginatevi le pareti di casa vostra con zolle pittura e stucco distrutti e coi fili elettrici scoperti.

Questo più o meno è quello che provoca il virus non alle pareti di casa vostra ma alle pareti della trachea: epitelio di rivestimento parzialmente danneggiato dal virus influenzale con una conseguente maggiore esposizione dei recettori nervosi della tosse e quindi tosse più frequente del solito.

Man mano che avviene la riparazione dell’epitelio di rivestimento tracheale, le cellule mucipare dell’epitelio vanno a regime e la produzione di muco aumenta. In sede di visita noi pediatri siamo soliti dire che “la tosse è maturata”, ovvero da secca e stizzosa e diventata mucosa e produttiva.

Talora vi è una fase di tosse mista: il bimbo ha già muchi, ma tossisce spesso  in modo secco e stizzoso anche nei momenti in cui non ha muco, perché magari se n’è liberato.

A un certo punto, di lì a 3-4 giorni la tosse secca svanisce e resta tutta tosse produttiva: carica di muchi che si sentono tra gola e trachea, ma meno frequente, stizzosa e fastidiosa.

Nei giorni di tosse secca e fastidiosa molti tentativi vengono fatti con miele, acqua calda e zucchero, prodotti per la tosse a base di miele o talora a base di farmaci inibitori periferici della tosse (come la levodropropizina). Ma il successo sintomatico non è assicurato!

Bambini asmatici: mamme giustamente confuse e spaventate!

Le mamme dei bambini asmatici, sentendo questa tosse stizzosa vanno giustamente in ansia che si tratti di broncospasmo. E’ pur vero che diversi bambini asmatici in corso di influenza vanno in broncospasmo con un maggior rischio di complicazioni dell’influenza (e anche per questo che agli asmatici il vaccino antinfluenzale è fortemente raccomandato!).

Ma è vero anche che in più di un’occasione in questi giorni ho visitato bambini con storia di asma che avevano già iniziato su iniziativa genitoriale (talora anche ragionevole) il  broncodilatatore e cortisone, ma senza alcun successo.

Perché?

Perché, come più volte detto su questo sito, broncodilatatori e cortisonici sedano la tosse solo quando questa dipende da broncospasmo.

Più di una volta mi è capitato in questi giorni di visitare bambini con tosse stizzosa post-influenzale e storia di asma. Seppur talora ho effettivamente riscontrato asma e confermato adeguata terapia, in molti di questi mi è accaduto di non trovare la benchè minima traccia di broncospasmo all’auscultazione del torace.

In questi bimbi i farmaci antiasmatici non davano difatti alcun giovamento e, al di là di un tentativo coi prodotti sintomatici sopra descritti, la vera terapia era la solita e universale delle virosi respiratorie poco aggressive: attendere la spontanea risoluzione e occhio alle complicazioni batteriche!

(Invece per le virosi respiratorie primariamente aggressive oltre che attendere la spontanea risoluzione c’è talora bisogno anche di terapia intensiva di supporto e di pregare. Parlo di virosi più aggressive del solito come Sars, Mers, Nuovo Coronavirus 2019.

E il termine “primariamente” aggressiva sui polmoni, sta ad indicare che tali virosi non tende solo a provocare polmoniti “secondarie” spianando la strada ai batteri.

Quando il virus è primariamente aggressivo è egli stesso che penetra nella compagine polmonare a dar malattia.

E se abbiamo imparato che i batteri sono aggredibili con antibiotici (antibiotico-resistenze a parte) abbiamo anche imparato che i virus respiratori sono ad oggi meno aggredibili dei batteri per svariati motivi, tra cui:

  • i farmaci antivirali in nostro possesso non sono molti
  • per i virus per cui possediamo farmaci antivirali (es: Oseltamivir per virus influenzale) la terapia è efficace solo se iniziata molto precocemente, altrimenti non funziona più

Autore: Dott. Raffaele Troiano – Pediatra

Tosse improvvisa ed imperiosa mentre mangia?

Potrebbe essere un’ostruzione da cibo. Ricorda: finchè riesce a tossire bene non devi far null’altro che assecondare la sua tosse. Si risolverà nella maggior parte dei casi. Se invece la tosse si blocca e il piccolo mostra segni di soffocamento allora è il momento di intervenire con le opportune manovre.

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